Batman vs Occupy Wall Street

By Michele Di Lollo

luglio 31, 2012 Cultura

Nessuno occuperà la città libera, finché qualcuno sarà disposto a sacrificarsi per essa. The Dark Night Rises, ultimo capitolo della trilogia diretta Christopher Nolan, è il manifesto della società aperta, dei valori liberali e la strenua difesa contro i suoi nemici. L’intera serie ha già guadagnato 2 miliardi di dollari e viene considerata da gran parte della critica come la migliore saga sui supereroi mai realizzata.

La trilogia di Nolan non è un semplice action movie, ma un lavoro con ampi approfondimenti dedicati alla natura dell’animo umano e alla psicologia dei personaggi, con risvolti intensi sulla natura della società civile e delle sue debolezze. Notevole è l’impatto politico della pellicola. Batman torna in una Gotham City sconvolta dalla corruzione, da una crisi economica che fa paura e che non lascia spazio al futuro. La società civile è allo sbando così come il governo. Il declino è dietro l’angolo, mentre povertà e malessere fomentano il disordine. Ecco il set descritto da Nolan, che ritrae da vicino il nostro tempo con le sue incertezze e le sue paure.

Sono passati otto anni dall’ultima tempesta. Lo spettro di Joker è ormai un ricordo e Batman è per tutti il mostro che ha ucciso l’unico uomo incorruttibile della città, Harvey Dent. Bruce Wayne convive con quel peso e quella condanna: «essere l’eroe che Gotham City merita, ma non quello di cui ha bisogno» è un prezzo alto da sopportare. Assiste immobile alle commemorazioni di Dent, distrutto fisicamente e psicologicamente da una bugia su cui pochi avrebbero accettato di tacere. Un sacrificio per la pace, per una città e la sua gente. Tutto parte da qui e da un nuovo avversario.

Bane è il cattivo, ciò che resta di un uomo consumato dal rancore, frustrato e pronto a distruggere l’ordine esistente senza preoccuparsi di cosa avverrà dopo. Un mix di anarchia e populismo. Recluta un esercito nelle fogne di Gotham, fatto di uomini simili a lui che cercano di giustificare violenze e soprusi in nome di un bene superiore. La battaglia di Bane ricorda un po’ le grandi rivoluzioni del passato, dai moti giacobini a quelli sovietici, fino al movimento di Occupy Wall Street. Prende il sopravvento sulla città seminando il panico in una partita di football, facendo saltare in aria il sindaco. Bane non vuole liberare il popolo, ma distruggere Gotham e la sfera pubblica: il suo vero obiettivo è il potere assoluto.

Quella di The Dark Night Rises è un’America sotto assedio. Un demagogo in maschera, la sua rabbia nichilista e la sete di vendetta sono la nuova sfida di Wayne. Batman torna a combatte per difendere l’ordine e in questo è un eroe tipicamente di destra. Un conservatore post moderno con le idee poco chiare, ma che continua a battersi per la libertà, nonostante tutto, da chi svende facili soluzioni e da un futuro che può rivelarsi senza uscita. L’eroe si mostra come figlio delle teorie di Edmund Burke e del liberalismo classico, che si confronta con sfide del tutto nuove e per questo ha paura. Il suo ruolo è «combattere l’ingiustizia e ripristinare l’equilibrio».

Proprio la paura è il sentimento che prevale nei tre film. Bruce non può sfuggirgli, ma la accetta come una parte essenziale della vita. Batman lotta per la democrazia, contro le derive anarchiche dei suoi avversari. Ra’s al Ghul, Joker, Bane che ruotano attorno alla figura di Harvey Dent, il vero fronte della battaglia: l’uomo giustio che cede al male. Ra’s al Ghul crede nell’inevitabile collasso di Gotham ed è convinto di essere la persona che condurrà la città alla fine, secondo un destino già scritto. Joker è diverso. Un personaggio affascinante che personifica un male puro e che coglie ogni opportunità per diffondere caos e violenza semplicemente per la gioia di farlo. I cattivi di Nolan tentano di sfruttare la paura per i propri fini ideologici, vendetta o semplice svago, mentre Batman deve canalizzarla, assorbirla, per vincere secondo le regole con i propri mezzi.

In The Dark Knight Rises, Nolan omaggia gli Stati Uniti e il suo popolo, i vizi, le debolezze ma anche la sua forza, la generosità. Celebra i prodotti del capitalismo, del libero mercato. Il mondo di Hollywood e parte della stampa mainstream hanno descritto questo Wayne come un simbolo del capitalismo decadente che sposa le battaglie sociali dei più deboli contro i cinici capitani d’industria.

Un capitalista oscenamente ricco che vive uno stile di vita da borghese, un pigro che gioca a fare l’eroe per noia. Non è esattamente così. In realtà, la Wayne Enterprises rappresenta la forza motrice dell’impresa privata. Alimentata dai suoi profitti, senza chiedere sovvenzioni governative. Che produce tecnologia d’avanguardia e che combatte contro i veri demolitori del modello americano. I mercenari di Bane sono il vero marchio della sinistra pronta a tutto per piegare, in nome dell’eguaglianza, il mito libertario. Uccidono e sequestrano beni ai privati in modo forzoso, seguendo una strada che si avvicina molto all’ideologia marxista.
Agiscono in nome del popolo di Gotham City, ma ciò che vogliono è il potere.

I veri eroi di questa trilogia sono gli industriali che mettono le loro menti a servizio del bene cercando di salvare vite innocenti a qualunque costo, anche quando non lo meriterebbero. Nolan celebra la democrazia, sottolinea l’importanza del rispetto della vita e della proprietà privata per ogni individuo. Bane dichiara guerra alla civiltà occidentale così come la conosciamo oggi, cercando di distruggere completamente il vecchio. Se in The Dark Knight Nolan omaggiava George W. Bush, che sceglieva di essere visto come un cattivo, nell’ultimo capitolo della saga il regista scrive una lettera d’amore ad un’America imperfetta ma che alla fine fa sempre la cosa giusta. Un paese che teme il tempo, la religione, l’economia e lo stato. Ma che quando arriva il momento sa da che parte stare, scegliendo la libertà.

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