Nulla di fatto sul Porcellum

By Redazione

luglio 27, 2012 politica

Ennesima fumata nera sul percorso che dovrebbe portare alla prossima legge elettorale. Si è levata dalla residenza romana di Silvio Berlusconi, dove nella mattinata si è tenuto un vertice tra il Cavaliere e lo stato maggiore del Popolo della libertà. Nelle parole di Pierferdinando Casini, che ha lanciato la provocatoria proposta di votare per il Senato con i collegi e per la Camera con le preferenze. E nelle posizioni di Pierluigi Bersani, immobile sulla proposta incentrata sul doppio turno che non va già agli azzurri. A Palazzo Grazioli era presente l’intero gotha azzurro: da Angelino Alfano a Fabrizio Cicchitto, da Maurizio Gasparri ad Ignazio
La Russa, solo per citarne alcuni.

Le truppe del Cavaliere hanno elaborato un orientamento di massima, che guarda favorevolmente ad una semplice correzione dell’attuale sistema elettorale: introdurre una quota di parlamentari eletti tramite le preferenze, e trasferire il premio di maggioranza, oggi destinato alla coalizione vincente, al primo partito. Proposte che trovano la freddezza, se non l’ostilità, della quasi totalità delle forze presenti in parlamento, che pur si professano pronte al dialogo. Un dato di fatto che è stato valutato dai maggiorenti riuniti a Palazzo Grazioli. «Siamo per tornare al comitato ristretto, in cui devono essere presentati i punti in cui c’è accordo e le varianti su cui bisogna discutere», ha affermato Gaetano Quagliariello, il gran tessitore della trattativa per conto del partito.

È dall’inizio dell’anno che gli esperti dei partiti si confrontano in incontri ristretti per limare i dettagli di un accordo che sembra allontanarsi con il procedere della discussione. Un dibattito, secondo Quagliariello, che deve però in breve trasferirsi «dal chiuso di una trattativa al dibattito parlamentare». La dirigenza pidiellina sembra aver perso la speranza di trovare un’intesa politica che non sia stimolata da un dibattito parlamentare. L’avvicinarsi delle vacanze, rimanderà l’avvio di una serio all’autunno, quando i tempi tecnici per condurre in porto un qualunque tipo di risultato saranno molto stretti.

Non sembra favorirli la proposta formalizzata ieri da Francesco Rutelli, per l’istituzione di una commissione che modifichi la seconda parte della Costituzione. Dopo la decisione di Pd e Idv di non partecipare più al dibattito d’Aula sulle riforme istituzionali, è un ulteriore elemento di confusione in un quadro di per sé già non lineare «Vogliamo fare la legge elettorale, su questo siamo orientati positivamente. La nostra posizione è nota: preferenze e premio al partito», ha detto Maurizio Gasparri a margine della riunione dei capigruppo del Senato.

Sull’invito giunto dal leader Udc, Pier Ferdinando Casini, a ripristinare le riunioni di maggioranza proprio per la riforma della legge elettorale, Gasparri, riferendosi al tavolo rilanciato da Quagliariello, ha spiegato che «ci sono già dei comitati per il confronto su questo tema». Gli ha fatto eco Enrico Letta: «Facciamo presto la riforma». Quale, ancora non è dato saperlo.

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