Legge elettorale: accordo lontano

By Michele Di Lollo

luglio 26, 2012 politica

Il dibattito sulla legge elettorale continua in parlamento tra strappi e accenni di dialogo. Alla conferenza stampa tenuta dalla Fondazione Magna Carta si parla di Summer School, ma il tema delle riforme non ha mai lasciato sala Nassirya. Interviene il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello dichiarando che l’accordo non c’è: un secco «lo smentisco, l’intesa è ancora lontana». E le dichiarazioni Di Pietro, secondo cui i partiti maggiori hanno paura di governare, restano solo lanci di agenzia.

Il senatore, membro del Comitato ristretto che ha l’incarico di formulare un testo da presentare alle Camere, afferma: «La proposta di Pier Ferdinando Casini e del suo partito non aiuta. Il meccanismo misto da lui proposto, con un diverso criterio elettorale per la Camera e il Senato non è quello che vogliamo. Niente collegi al Senato e preferenze alla Camera, dunque. «La legge elettorale non può essere un ritorno al passato con due sistemi differenti. Il Parlamento vota con la stessa legge dal 1994».

Davanti agli ospiti e ai giornalisti presenti, Quagliariello spiega che un compromesso resta tuttavia possibile e «in caso contrario il comitato dei saggi può arrivare a un testo comune con alcune sottolineature sulle differenze sulle quali la commissione Affari Costituzionali potrà votare per arrivare a un testo base». Partecipano alla conferenza anche gli onorevoli Gasparri e La Russa. Il primo cerca di dimostrare quanto il partito sia unito, nonostante le voci che danno gli ex An pronti alla guerra qualora venisse sciolto il Pdl per un eventuale ritorno a Forza Italia. Poi si sofferma sulle elezioni e sulle riforme istituzionali.

Afferma che si andrà alle urne in autunno solo se lo vorranno le massime cariche dello stato, altrimenti è saggio utilizzare questo tempo per una nuova legge e per fronteggiare la crisi economica. «Noi stiamo votando tutti i provvedimenti di Monti, purtroppo i provvedimenti si rivelano abbastanza inutili per affrontare la grave situazione in cui ci troviamo». A proposito dell’altro tema Gasparri si dice contrario alle frenate del Pd: «Il via libera del Senato al semipresidenzialismo rappresenta una svolta storica. La sinistra sposi la nostra proposta per farla entrare in vigore. Ogni qual volta c`è una riforma la sinistra dice sempre di no, noi invece vogliamo un cambiamento leale».

Anche Ignazio La Russa parla di legge elettorale. «Siamo per le preferenze». E commentando la proposta di lasciare aperto il Senato anche per il prossimo mese: «se il governo finisce il mandato nel 2013 allora non c’è tutto questo bisogno di accelerare e lavorare anche in agosto». Se si decide di farlo – continua – allora occorrerà tenere aperta anche la Camera per approvare il presidenzialismo. Una questione di coerenza. Così fallirebbe il tentativo della sinistra di affossare la riforma. Il tempo è uguale per tutti.

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