Ecco la lista di Alemanno

By Redazione

luglio 26, 2012 politica

Gianni Alemanno ha ufficializzato la nascita della sua lista civica, presentandola l’altro ieri dalla terrazza del Pincio. Il proscenio della kermesse politica, invidiabile per il panorama offerto al tramonto, ha però evidenziato parecchie ombre. Soprattutto politiche. Malgrado la notevole affluenza di persone, intervenute per salutare l’ennesimo simbolo che i romani troveranno sulla scheda elettorale il prossimo aprile, gli osservatori hanno avuto da eccepire non poche falle nella gestione dell’evento e nel merito del messaggio che è stato lanciato. “Roma deve essere severa”, “Roma non vuole i matrimoni gay”, “Roma deve essere pulita”, “Roma deve avere i trasporti che funzionano”, “La sentenze sono sempre contro di noi”. 

Questi solo alcuni dei “virgolettati” dell’attuale primo cittadino. Tutti da slancio quasi d’attacco, come se non fossero stati lui e la sua giunta a governare Roma negli ultimi quattro anni. Come se fino alla settimana scorsa sugli scranni più alti del Campidoglio ci fosse stato il centrosinistra. Ma così non è. Lamentarsi di Roma, ora, è solo un mea culpa. Non foss’altro che il tono dello stesso Alemanno, dal palco, era quello di un politico arrabbiato, determinato a voltare pagina, come se la campagna elettorale fosse ancora quella del 2008 contro il facile avversario Francesco Rutelli. “Se non si vende il 21% di Acea i romani non avranno 200 milioni di servizi”. Una frase choc, che non si è avuto tempo di analizzare.

Un sindaco, di fronte ad una pronuncia della Corte, dovrebbe prenderne atto e cercare in ogni modo, di mantenere il livello dei servizi esistenti, “giocando” un po’ con il bilancio, andando a tagliare dove si può. Ad esempio eliminare un po’ delle consulenze milionarie ( o giù di lì) di cui la Capitale non ha bisogno, oppure applicando le riduzioni dei compensi dei manager non solo su base “volontaria”, ma di imperio. Non sarebbero 200 milioni, ma un centinaio probabilmente si. Rimane il dubbio che quella dell’altra sera sia solo un assaggio delle sue dimissioni di ottobre (voce che continua ad aleggiare malgrado lo spettacolo preparato al Pincio). A conferma di questa ipotesi, la presenza dei “nazionali” Urso, Ronchi e Angelino Alfano, che hanno tessuto le lodi del sindaco e della sua dedizione alla politica locale.

Forse che la débacle Acea non serva come trampolino di lancio per un “ineluttabile” ricorso al commissariamento e per aprire una campagna elettorale (vera) all’insegna del “Non me l’hanno fatto fare”?

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