I tedeschi più cattivi del cinema

By Redazione

luglio 25, 2012 Cultura

Negli ultimi settant’anni, a causa della seconda guerra mondiale, è stato facile gettare sul tedesco di turno il ruolo di antagonista da sconfiggere di tanti film. Il nazista o il nostalgico nazista è forse uno dei cattivi per eccellenza della storia del cinema, non c’è bisogno di spiegare perché il buono di turno lotti contro di lui, si dà per assodato che il nazista sia perfido, abbia compiuto nefandezze e se anche la guerra è finita e il film è ambientato negli anni ’60, lui debba pagare per ciò che ha fatto prima o, nel caso sia scappato in sud america o si nasconda tra di noi sotto mentite spoglie conducendo una vita tranquilla, dietro la maschera c’è un uomo pronto a ricommettere analoghi o ancora più malefici crimini.

A volte basta un po’ di accento tedesco in un film americano (o anche italiano) per dare una cattiva connotazione al personaggio di turno, si tratta di scelte un po’ razziste, ma che basano le proprie fondamenta su una semplificazione narrativa di cui se ne può prendere solo atto e cercare di circoscrivere alla settima arte. Prendendo il discorso da una prospettiva semplicemente citazionista, quella che segue è la lista dei dieci personaggi tedeschi più cattivi della storia del cinema. L’idea mi è venuta leggendo un’analoga classifica del The Local.

10-Arnold Toht (Ronald Lacey) – I predatori dell’Arca Perduta, 1981, di Steven Spielberg Sarà perché è ebreo, ma Steven Spielberg è fissato con i cattivi-nazisti, vero e e proprio fil rouge di tanta sua filmografia (c’è addirittura chi vede questa sua ossessione anche in un film come Lo Squalo, giocando sull’assonanza tra il titolo originale Jaws ovvero Squali e Jews ovvero ebrei), e così è anche nel film d’avventura per eccellenza, primo capitolo della saga sul celebre archeologo. Come dimenticarsi le minacce di Toht, “pezzo grosso della Gestapo” con il tizzone ardente alla povera Marion? “Fraulein Ravenwood, le faccio vedere io con che gente sono abituato a trattare. “. Nazista da fumetto per eccellenza, finirà tra le fiamme dopo essere stato ustionato dallo stesso medaglione di cui voleva entrare in possesso…

9-Maggiore Heinrich Strasser (Conrad Veidt), Casablanca, di Michael Curtiz, 1942 La guerra non era ancora finita ed ecco già un nazista cattivisssimo che giunge in marcoo per controllare le mistre adottate dal governo di Vichy contro i dissidenti. Strasse non è solo un uomo cattivo nella Storia in quanto nazista, ma è anche colui che finisce per impedire che Rick parta con Ilsa, in uno dei finali più romanticamente struggenti della storia del cinema.

8-Anton Grubitz (Ulrich Tukur) – Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck, 2006 E’ il tenente-colonnello della Stasi contro cui lotta l’ormai “convertito” capitano Gerd Wiesler- HGW XX/7. E’ lui che conduce la tragica ispezione nell’appartamento del regista Georg Dreyman e della sua comapagna attrice Christa-Maria Sieland, finendo con il portare alla morte accidentale di quest’ultima. Il suo credere fermamente nel sistema ne fà il sadico-ottuso per eccellenza, almeno da un punto di vista cinematografico.

7-Magneto (Ian McKellen) – X-Men Conflitto finale, di Brett Ratner, 2006 Ok, è un personaggio prima di tutto dei fumetti e solo successivamente del cinema. Ma è anche l’unico ebreo cattivo della classifica, segnato (e in parte giustificato) dalla tragedia dell’olocausto così tanto da non potersi più fidare del genere umano ed impostare l’intera, propria, vita su un altrettanto tragica pulizia finale basata sulla razza (solo i mutanti meritano di sopravviere). Tra i quattro film sugli X-Men ho deciso di citare il terzo, uno dei migliori della saga.

6-Hans Gruber (Alan Rickman)– Die Hard Trappola di Cristallo, di John McTiernan, 1988 E’ il cattivo intelligente e calcolatore per eccellenza, un’arguzia in questo caso messa al servizio della fantomatica organizzazione terroristica Popolo Libero della Germania Federale, anche se in verità ciò che gli interessano sono i soldi. Colto, senza scrupoli e con una squadra di tedeschissimi mercenari, è l’antagonista per eccellenza del mitico John McClane (Bruce Willis) che riuscirà a sconfiggerlo solo spintio dall’amore per la moglie rapita e sempre più in pericolo. Grandissimo Alan Rickman che poco più di quindici anni dopo riscoprirà una seconda giovinezza lavorativa con la serie di Harry Potter.

5-Maximilian Theo Aldorfer (Dirk Bogarde) – Il portiere di notte, di Liliana Cavani, 1974 In una Vienna di met anni ’50, più che mai tetra e ormai rifugio di tanti nazisti con la paura di un prossimo proecesso, ecco un ex ufficiale nazista pronto a tutto pur di mantenere il proprio anonimato da portiere di albergo. La relazione sadomaso con un’ebrea (Charlotte Rampling) che potrebbe smascherarlo (si conobbero ai tempi della guerra) rende più che mai inquietante uno dei topos più comni della narrativa e della cinematografia, ovvero il rapporto tra vittima e carnefice, non dando via di scampo a nessuno. .

4-Colonello Hans Landa (Christopher Waltz) – Bastardi senza gloria, di Quentin Tarantino, 2009 E’ un cattivo così geniale, falso e allo stesso tempo perfido oltre ogni immaginazione, che alla fine finisce per il risultare simpatico. Il fatto è che lo interpreta uno dei migliori attori al mondo, quel Cristopher Waltz reso finalmente celebre da un Tarantino a cui non finiremo mai di dire grazie. Waltz ha vinto l’Oscar interpretando questo poliglotta colonnello con il fiuto per i nascondigli segreti he dà il “la” a tutta la storia, con la terribile carneficina della scena iniziale, una delle più belle del film. . .

3-Hans Beckert (Peter Lorre)– M il mostro di Düsserdolf, di Fritz Lang, 1931 E’ l’incarnazione della cattivera per eccellenza, ma allo stesso tempo è più che mai il riflesso di una società che, se non con altrettatanta intensità, possiede già tutte le cattive qualità che lui rappresenta, come dimostra il processo finale di questo capolavoro girato in realtà a Berlino, a dispetto del titolo. Ormai ogni volta che vediamo l’immagine di una M da sola, senza altre lettere accanto, da qualche parte, non possiamo che pensare: ecco, il mostro è qui.

2-Dr Christian Szell (Laurence Olivier) – Il Maratoneta, di Johm Schlesinger, 1976 La scena più forte della storia del cinema è probabilmente quella del dentista del maratoneta. straordinario Laurence Olivier, nei panni di un ex nazista specializzato in odontoiatria ora alla ricerca dei suoi dimanti, fa aprire la bocca al povero Dustin Hoffman e…..”è sicuro?”….vengono i brividi solo a pensarci! (in calce trovate la scena incriminata)

1-Amon Göth (Ralph Fiennes) – Schindler’s List, di Steven Spielberg, 1993 Sarà che tra tutti i film citati, nonostante capolavori come M e Il Maratoneta, questo è il film che più mi ha dato in termini di emozioni e “morale” (certe volte il cinema può anche farsi veicolo di valori e responsabilità storiche ed in quetso caso, grazie a Steven Spielberg, ci riesce alla grande), ma il cattivo impersonato da Ralph Fiennes è uno dei più risuciti della storia del cinema. La freddezza con cui assiste all’Operazione Reingard di Cracovia, con la distruzione del ghetto, nonché il suo rapporto di amore soffocato per la domestica ebrea che assume nei suoi uffici, riesce ad inquadrare completamente tutte le contraddizioni mentali, ma allo stesso tempo legate imprescindibilmente alla “causa”, che può essere annoverato come il nazista per eccellenza della storia del cinema. Peccato che la straordinaria performance di Ralph Fiennes non fu preniata con l’Oscar, ma solo con la nomination.

(Berlino cacio e pepe)

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