Il Cav pensa al listone del nord

By Redazione

luglio 24, 2012 politica

Ieri Fabrizio Cicchitto ha stemperato i toni di chi voleva Silvio Berlusconi già in lanciato in direzione Palazzo Chigi. «La decisione definitiva verrà presa non prima dell’autunno», ha fatto sapere il capogruppo azzurro alla Camera. L’umore del Cavaliere, a sentire i suoi consiglieri, è ondivago. E cambia a seconda dei sondaggi e dell’evolversi della discussione sulla crisi e sulla legge elettorale. Senza contare gli effetti della crisi economica. 

Al di là se ci sarà o meno un impegno in prima persona del Cavaliere nella prossima tornata elettorale, l’ex premier continua a coltivare l’idea di una o più “liste civiche” da affiancare al Pdl per drenare voti agli avversari e fermare l’emorragia di voti che sta preoccupando via dell’Umiltà. La preoccupazione riguarderebbe soprattutto il nord. Le truppe del Carroccio sono uscite malconce dai recenti scandali, ma la partita da antagonisti che stanno giocando contro il governo Monti li rende attraenti per fasce di elettorato storicamente contese tra i due ex alleati.

Per questo il Cavaliere starebbe pensando ad una lista di amministratori del nord da affiancare alle liste azzurre. Politici locali da sempre vicini al centrodestra ma stanchi di farsi coinvolgere nelle beghe di casa Bossi. L’uomo individuato da Berlusconi per organizzare questa sorta di Carroccio parallelo sarebbe Piergiorgio Stiffoni. Dal 1999 Stiffoni ha calcato i corridoi di Palazzo Madama con la cravatta verde. Ma, dopo essere stato coinvolto nello scandalo che ha travolto il tesoriere del partito, Francesco Belsito, i rapporti di Stiffoni con la Lega prima si sono raffreddati, fino ad arrivare all’espulsione del senatore lo scorso 30 aprile.

Stiffoni è in cerca di riscatto, e come lui i tanti dirigenti locali rimasti fedeli a Umberto Bossi. Lo stesso Cavaliere riterrebbe ancora oggi il Senatùr l’unico interlocutore delle casacche verdi, snobbando il nuovo segretario federale, Roberto Maroni. Il che spiegherebbe l’asprezza con la quale l’ex ministro dell’Interno si rivolge ai dirigenti pidiellini. Quella di Berlusconi sarebbe più che una boutade di mezz’estate.

A Stiffoni sarebbe stato destinato un considerevole finanziamento per poter organizzare le proprie truppe, raccogliere le firme necessarie e organizzare la campagna elettorale. Se l’operazione sia destinata a creare un movimento alternativo a quello guidato da Maroni, o sia piuttosto una semplice faccenda di tattica elettorale ancora non è chiaro. I bene informati optano per quest’ultima opzione, ma da qui alla primavera la strada è ancora lunga.

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