I giovani vogliono le primarie

By Redazione

luglio 23, 2012 politica

La decisione di annullare d’imperio le primarie del Pdl non è piaciuta a una parte dei giovani del partito. L’aver cancellato d’un tratto quello che per molti era una conquista significativa ha provocato molti malumori. Ai blogger insofferenti e parte degli esponenti berlusconiani, si affiancano anche i militanti e gli eletti under 40.

I malesseri si sono fatti sentire anche durante l’ultima edizione di “Dedalo – La sfida delle idee”, l’evento dei giovani pidiellini organizzato sulla spiaggia di Cesenatico. I ragazzi hanno riservato molti applausi all’ex ministro Giorgia Meloni, che ha minacciato la scissione dal Pdl se sarà portata avanti la tentazione di Silvio Berlusconi di tornare a Forza Italia e non fare le primarie. La pensa allo stesso modo anche Marco Perissa, neopresidente della Giovane Italia che da poco ha preso l’incarico che era di Meloni e vorrebbe che ci fosse una “legittimazione popolare perché il rapporto con il popolo è incrinato”. 

I Formattatori berlusconiani all’inizio hanno voluto credere che il Cavaliere sarebbe stato “il primo candidato del centrodestra alle primarie”. Forti della decisione dall’ufficio di presidenza si sentivano garantiti dal documento che aveva formalizzato la consultazione con la firma di tutti i dirigenti di partito presenti all’incontro. Peccato che non sia andata così. Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia e leader dei rottamatori in salsa pidiellina, ha parlato di “un attimo di confusione” dopo il ritorno in campo di Berlusconi. Non sembrava chiaro quale fosse “il progetto politico alla base di questo annuncio”.

Di sicuro avrebbe voluto che la consultazione popolare fosse stata confermata così come tutti i passaggi suggestivi, dalla data al regolamento. Meglio un “tavolo delle regole” che “quello delle tegole in testa”, ha commentato. È stato preso in contropiede anche il gruppo di giovani capitanato da Galeazzo Bignami, il più votato consigliere regionale in Emilia Romagna, che aspettavano le primarie per poter far sentire la loro voce. Sono sul piede di guerra anche i fondatori di Reset Pdl che propongono un azzeramento totale dei vertici attuali per lasciare spazio a “un partito partecipato”.

Il loro movimento ha preso il via dalla Sicilia, dove hanno occupato la sede regionale del Pdl, e chiedono le primarie sia per la decisione del candidato premier che per la costola giovanile del partito. Richiesta lecita ma la risposta finora è stata un no.

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