Fate largo agli statalisti

By Redazione

luglio 22, 2012 politica

A villa Gernetto si è svolto l’incontro di Berlusconi con esponenti della scuola di Chicago e Nobel per l’economia promosso e organizzato dall’on. Martino con l’aiuto dei deputati Moles e Bergamini. Da quanto è uscito sui giornali – non molto per la verità – sembra che l’incontro fosse stato proposto già un anno fa, ma che il Cavaliere avesse rimandato perchè doveva prima risolvere il blocco costituito da Tremonti all’Economia. 

Un anno fa esatto eravamo in quel vortice di schiaffi, iniziato con il veto di tutti gli avvocati Pdl a riformare l’ordine, e seguito dall’estate di fuoco che tutti ricordiamo. La Bce chiedeva azioni concrete e ogni giorno ne proponevano una diversa: patrimoniale, taglio alle province, poi aumento dell’Iva. A rotazione per settimane in cui Berlusconi e Tremonti non si parlavano, poi la minaccia di patrimoniale, il cuore grondante sangue e l’Iva al 21%. Cosa è arrivato con Monti lo sappiamo bene.

Anche dal governo tecnico è mancato uno sforzo efficace per spiegare la crisi: qualche freddura del ministro Fornero non basta e l’unica propoganda in atto è quella pretestuosa contro l’evasione. Chi spiega che è possibile tagliare nel settore pubblico se contemperaneamente si liberalizza in quello privato? Che non è il libero mercato la causa della crisi, perché di libero mercato in Italia e Europa non c’è l’ombra? Che il divario tra establishment e ceto produttivo deve essere colmato con il mercato, smantellando il settore pubblico, riducendo le tasse, e la burocrazia?

Lo potrebbe fare la campagna elettorale del 2013, e qualche elemento c’è già. Quali che siano gli attori delle prossime politiche, il dibattito potrebbe quanto meno polarizzarsi in modo utile: mercato-individuo-responsabilità da una parte, intervento pubblico-tasse-collettivsmo dall’altra. Ma non è possibile finché ci sono spinte stataliste in ogni attuale partito e in quelli nascenti, benvenuto Tremonti allora! Raduni gli statalisti a giro per i vari partiti e intercetti quelli dei partiti a venire. Ma li raduni tutti e possibilmente scelga un simbolo chiaro, esplicitamente keynesiano, che con la libertà non abbia nulla a che fare. Se ogni capo corrente farà il suo partitino, non negatelo a Tremonti, anzi portategli in omaggio gli statalisti che cercano lo strapuntino.

Preparatevi perchè farà discorsi democristiani, su valori, morale ed etica. Balle, a cui si risponde con un due parole: responsabilità individuale e proprietà privata. “Forza Tremonti!”, non ti voteremmo neanche sotto tortura, ma se fai pulizia radunando i reidui statalisti, meglio ancora se lo fai con asse trasversale nel centrosinistra, facciamo il tifo per te!

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