Il Cav vincerebbe le primarie

By Redazione

luglio 19, 2012 politica

È ancora Silvio Berlusconi il leader più forte del centrodestra italiano. Secondo l’ultimo sondaggio Spincon, infatti, se gli elettori del centrodestra fossero chiamati a scegliere il loro candidato alla Presidenza del Consiglio finirebbero per premiare la sesta discesa in campo del Cavaliere di Arcore. Il 23,3% degli intervistati non ha dubbi a scegliere nuovamente Berlusconi e, in un quadro con il consenso dei leader fortemente frammentato, il suo gradimento risulta essere più del doppio della seconda in classifica, Giorgia Meloni (10,6%). Sul terzo gradino del podio finisce Roberto Maroni con il 9,6% e questo segnala la difficoltà del nuovo leader lumbard ad aggregare consensi significativi al di fuori del proprio partito di riferimento. Male – ma la sua prestazione è certamente penalizzata dalle recenti vicende politiche – il segretario de Il Popolo della Libertà, Angelino Alfano. Solo il 6,1% degli elettori di Pdl, Lega Nord e La Destra lo sceglierebbe come candidato premier alle prossime elezioni. Dietro ci sono Giulio Tremonti (4,8%), Luca Cordero di Montezemolo (3,3%) e Franco Frattini (1,2%).

Fin qui le scelte degli italiani di centrodestra. A sorprendere, però, è l’altissima percentuale di chi, tra i nomi in campo, non riesce a prediligere nessuno: il 27,5% non sa o non risponde mentre un consistente 27,8% chiede che a guidare il centrodestra sia un nome nuovo pescato dalla società civile. E’ un dato che deve far riflettere Via dell’Umiltà e dintorni perché se da un lato conferma lo zoccolo duro del consenso berlusconiano, dall’altro apre un tema molto importante: il popolo dei moderati si fida poco o per niente delle facce già in campo e sta cercando con forza una “terza via”, interna od esterna. Una possibile discesa in campo di un nome forte dell’industria italiana finirebbe quindi con lo sparigliare ampiamente il campo di gioco. Se le carte sul tavolo, invece, dovessero rimanere queste al centrodestra conviene fare una cosa sola: affidarsi a Berlusconi e sperare nella solita rimonta elettorale del Presidente del Milan.

Analizzando la provenienza del consenso dei singoli soggetti in campo appaiono chiare alcune linee di tendenza: Alfano non piace all’elettorato leghista e ha perso notevolmente credibilità all’interno del proprio partito mentre Berlusconi riesce comunque, una volta ancora, a coagulare attorno a sé sia il consenso interno del Pdl che quello in appoggio di Lega Nord e destra più radicale. Ipotesi diverse appaiono oggi tutte molto deboli e sostenute da spicchi certamente importanti ma comunque minoritari dell’elettorato di centrodestra. Un blocco che rifiuta categoricamente l’ipotesi di una guida targata Montezemolo e il fatto che contestualmente chieda a gran voce nomi nuovi della società civile la dice lunga sul grado di compromissione e di logoramento dell’immagine del gran capo della Ferrari.

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