Bruxelles vs Romania

By Redazione

luglio 18, 2012 Esteri

Le autorità di Bruxelles hanno preparato una relazione per valutare la situazione attuale dello Stato di diritto in Romania, ove il primo ministro, Viktor Ponta, viene accusato di aver minacciato i giudici nazionali, di aver rimosso illegittimamente i funzionari statali e di aver inoltre manipolato il sistema democratico, violando in questo modo la Costituzione nazionale. Il capo dello Stato rumeno, Trian Basescu (attualmente sospeso dalle sue funzioni), si prepara ad affrontare un referendum che potrebbe porre fine al suo mandato il prossimo 29 luglio.

I mass media rumeni avevano avvertito che il rapporto in corso di preparazione da parte della Commissione europea, pubblicato oggi, mercoledì 18 luglio 2012, sarebbe risultato molto pesante per l’immagine, già compromessa, del Paese. 

“L’indipendenza dei magistrati e la separazione dei poteri sono elementi fondamentali di una società democratica”, dice il rapporto UE. “Nei prossimi mesi tutti i livelli politici in Romania dovranno dimostrare con le loro azioni il loro impegno a rispettare questi principi, al fine di ripristinare la fiducia”.

Le espressioni riportate nel rapporto UE sono insolitamente dure e sottolineano le osservazioni che riguardano le istituzioni e i membri della magistratura rumena. Bruxelles chiede al governo di Ponta di prendere atto e di realizzare le misure proveniente dalla Commissione di Josè Manuel Barroso e che riguarderebbero alcuni punti della relazione pubblicata, tra cui ‘il rispetto dello stato di diritto e l’indipendenza del sistema giudiziario’ nel Paese e ‘il ripristino della fiducia’ in un sistema politico di cui preoccupa  il livello di corruzione. Anche se la carta prende atto della situazione del paese nella lotta contro la corruzione negli ultimi cinque anni, si concentra sulla crisi attuale, che è scaturita da quando il governo di Ponta ha preso il potere del Paese nel maggio scorso.

La risposta del governo rumeno non si è fatta attendere, e si è tradotta in una dichiarazione ove Viktor Porta ha affermato che la Romania non prende ordini da “stranieri”, ovviamente in spregio di Bruxelles.

La Romania fa parte dell’Unione Europea dal 2007 (anno d’entrata anche della Bulgaria), ma resta soggetta a un regime di monitoraggio continuo da parte della UE, in quanto è considerata uno Stato nel quale prevale ancora  un alto livello di corruzione e di criminalità, e dove l’impegno da parte dello Stato di diritto nel combattere queste situazioni negative risulta alquanto debole ed esiguo.

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