Un Tweet contro le piramidi

By Redazione

luglio 15, 2012 Esteri

Quando Gerhard Wagner, ex vescovo ausiliare di Linz, dichiarò che la saga del maghetto Harry Potter era puro satanismo, dal momento che ad operare è la magia e non la divinità, le sue affermazioni fecero il giro del mondo. Per la cronaca, si trattava dello stesso Wagner che in seguito dichiarò che lo tsunami del 2004 in Thailandia era una punizione divina per i turisti occidentali che stavano passando lì il Natale. È anche lo stesso che disse che anche l’uragano Katrina del 2005 a New Orleans era una punizione divina, perché la città era troppo tollerante verso omosessualità e promiscuità sessuale, senza contare che la tragedia aveva reso un favore all’umanità distruggendo bordelli e cliniche dove veniva praticato l’aborto.

Ma i cattolici non sono i soli alle prese con le stramberie dei propri uomini di fede. Ma mentre per la Chiesa di Roma questi personaggi rimangono casi isolati, e per lo più criticati e messi alla berlina, per l’Islam la storia è un po’ diversa. Basta dare un’occhiata a quello che sta succedendo in Egitto. A dicembre il Partito Salafista aveva avanzato la proposta di coprire le piramidi di Giza con una colata di cera, dal momento che sarebbero simboli di idolatria pagana appartenenti al passato.

Oggi alcuni rappresentanti della religione islamica stanno chiedendo a Mohammad Morsi, presidente dei Fratelli Musulmani, di distruggere le grandi piramidi. Questo è quanto si apprende dai media arabi, che hanno anche raccontato di come Abd al-Latif al-Mahmoud, sceicco del Bahrain e presidente della National Unity, abbia chiesto a Morsi di radere al suolo le piramidi, completando l’opera di Sahabi Amr bin al-As. Lo sceicco farebbe riferimento all’anno 641, quando l’Egitto venne invaso e molti reperti antichi presenti sul territorio vennero distrutti poiché considerati simboli di infedeltà. Si tratterebbe quindi di completare un’opera di islamizzazione dell’Egitto, che grazie alle moderne tecnologie sarebbe finalmente possibile attuare. E proprio con le moderne tecnologie lo sceicco avrebbe avanzato la richiesta a Morsi: con un cinguettio sul social network dai 140 caratteri. Paradossalmente anche l’oscurantismo circola nella libera rete.

L’idea può suonare quanto meno curiosa alle orecchie di un occidentale. Se però la notizia da un lato non dovrebbe stupire più di tanto (gli esempi di islamizzazione ai danni della storia non sono casi unici), dall’altro non dovrebbe essere presa con leggerezza. Nel 2012 è ancora possibile che qualcuno avanzi ipotesi del genere e venga addirittura ascoltato. Questo nonostante quelle stesse piramidi che si vorrebbero far saltare in aria con tanta

leggerezza siano patrimonio dell’Unesco dal 1979. Gli egittologi sono sempre alla ricerca di fondi per mantenerle in vita, anche perché sono la ragione fondamentale dell’imponente flusso turistico internazionale in terra egiziana. Succede periodicamente nella storia che i posteri, i vincitori, tentino di cancellare le tracce del passato. Succede che della propria storia, del proprio passato e della propria cultura ci si vergogni o se ne abbia timore. Succede quando non si è capaci di farci i conti.

Nel frattempo pare che lo sceicco si sia affrettato a smentire l’accusa di aver chiesto a Morsi la distruzione delle piramidi. Nonostante la diatriba sia ancora in atto anche sul web e sui social network, non è ancora il momento di annullare le vostre crociere sul Nilo.

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