Con il Cavaliere di nuovo in campo

By Redazione

luglio 13, 2012 politica

Silvio Berlusconi è di nuovo il salvatore del centrodestra. Il Cavaliere si sente più che mai l’unico in grado di riportare a galla il suo partito e ha intenzione di candidarsi premier per la sesta volta. Archiviate le primarie dallo stesso ufficio di presidenza del Pdl che le aveva stabilite e messo a riposo il segretario politico Angelino Alfano, il Cavaliere è tornato leader maximo della sua creatura.

Quella che all’inizio era sembrata solo un’indiscrezione non confermata ha preso via via corpo e si delineano i dettagli della nuova strategia dell’ex premier.

Infatti il Cavaliere intende dare al partito una nuova struttura e un’immagine rivoluzionata. Entro l’estate arriverà il cambio di nome che dovrebbe ricordare in qualche modo Forza Italia mentre per il simbolo si parla di un aquilone tricolore.

La vera novità dovrebbe arrivare dalla persona che lo affiancherà in campagna elettorale. L’ex premier avrebbe delineato le caratteristiche principali del suo vice: una giovane donna, proveniente dalla società civile, magari un’imprenditrice. Gli indizi hanno portato a individuare nell’ex presidente dei giovani di Confindustria, Federica Guidi, una delle possibili candidate.

Un peso non indifferente nella strategia berlusconiana dipenderà dalla nuova legge elettorale. Al momento una soluzione che metta d’accordo tutti non c’è e il Cavaliere ha chiesto ai suoi di puntare molto sulla riforma del presidenzialismo, pur sapendo che è di difficile realizzazione. Più complicata l’archiviazione delle primarie per la scelta del candidato premier. Secondo il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, “con Berlusconi in campo, il problema non si pone”. Eppure non la pensano tutti così e dopo un primo momento di straniamento, le reazioni non sono state del tutto unanimi. Il senatore del Pdl Andrea Augello ha chiesto a Berlusconi di “farsi legittimare dal proprio elettorato attraverso le primarie”. Sono “confusi” i Formattatori guidati al sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo. Loro aveva fatto della consultazione popolare una bandiera e si sono trovati spiazzati dal cambio di rotta.

Per sedare gli animi è possibile che le primarie vengano applicate per altre cariche, come ha suggerito lo stesso Cicchitto. Anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha detto senza mezzi termini che “avrebbe preferito Alfano”. E c’è chi proprio non ci sta. Come l’eurodeputato Carlo Fidanza che attraverso Twitter ringrazia il Cavaliere ma aggiunge: “Gli italiani hanno diritto di guardare avanti e scegliere leader nuovi. È tempo di voltare pagina”.

Tra tanti malumori il più entusiasta nel Pdl resta Giancarlo Galan che ha detto: “La notizia mi fa godere più di un orgasmo”. Almeno lui è soddisfatto dell’ultima rivoluzione.

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