Quanto costa al Pdl sostenere Monti

By Redazione

luglio 12, 2012 politica

Una certa disillusione rispetto al team di professori guidati da Mario Monti si percepisce anche analizzando i dati del Job Approval settimanale di Spincon.it. L’indice di gradimento del premier ritorna molto vicino ai livelli pre-vertice Europeo con il totale dei cittadini che approvano il suo operato che si ferma oggi al 38,8%, in calo di 2,3 punti percentuali rispetto a sette giorni fa. Stessa sorte per l’appeal del governo: solo il 34,8% giudica positivamente l’operato dei tecnici con un flessione dell’1,6% rispetto alla scorsa settimana.

Prendendo in considerazione il cosiddetto “approval index” (la differenza tra giudizi “molto negativi” e “molto positivi”) Monti passa dal -21% del 5 luglio all’attuale -21,4% con una flessione molto contenuta. Il Governo riesce addirittura a guadagnare qualcosa (+0,2%) e il suo indice di approvazione passa dal -28.7% al -28.5%.

Chi paga un prezzo altissimo per il suo sostegno ai tecnici ormai poco amati dalla gente è il Popolo della Libertà. Per la terza settimana di fila il partito di Alfano fa segnare una performance negativa e penalizza il risultato di tutto il centrodestra. Se si votasse domani l’alleanza Pdl, Lega Nord, La Destra, Grande Sud e Fiamma Tricolore si fermerebbe al 28,6% dei consensi, con un calo settimanale dello 0,6%. Va meglio il centrosinistra (Pd, Idv, Sel, Socialisti e Verdi) che arriva al 39,2% e cresce di un punto percentuale negli ultimi sette giorni. In affanno anche il blocco centrista (Udc, Fli, Api, Mpa) che perde lo 0,5% e si attesta ad un modesto 8,4%. Fuori dalle coalizioni rimane sostanzialmente stabile il Movimento 5 Stelle che oscilla costantemente tra il 16,2% di questa settimana e il 16,4% dell’ultimo rilevamento, dando la netta impressione di essersi ormai assestato su queste cifre.

Passando ai singoli partiti dicevamo della difficoltà ormai strutturale del Pdl che perde 0,4 punti percentuali e scendo sotto quota diciassette (16.9). Arretra leggermente anche la Lega Nord che passa dal 6,9% al 6,2% e cala anche La Destra (dal 4,5% al 4,2%). Chiudono il cerchio a destra Grande Sud (0,5%) e Fiamma Tricolore (0,3%).

A centrosinistra prosegue la lenta crescita del Pd che arriva a quota 26% (+0.3%). La possibile coalizione è trainata anche dal risultato dell’Idv, in salita di mezzo punto, e sopra la soglia psicologica del 5%. Praticamente stabili Sel (5,5%), Partito Socialista (0.8%) e Verdi (1.8%).

Al centro dello schieramento la parte del leone è sempre dell’Udc che pur perdendo lo 0,5% (dal 6,1% al 5,6%) rimane di gran lunga il primo partito del cosiddetto Terzo Polo. Male anche Fli (scende al 2%) mentre guadagnano qualcosa Api e Mpa, entrambi accreditati dello 0,4%.

Fuori dalle logiche di coalizione rimane circa il 23% degli elettori. Larga parte di questi (16.2%) sceglie i grillini, mentre la quota restante si divide tra Radicali (2.7%), Federazione di Sinistra (2.4%) e la novità rappresentata dal Partito dei Pirati (1.5%).

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