Romney raccoglie più fondi di Obama

By Redazione

luglio 10, 2012 Esteri

A cinque mesi dalle elezioni presidenziali negli Usa, Barack Obama è ancora in vantaggio. Ma Mitt Romney sta iniziando a rimontare alla grande. Merito, paradossalmente, della riforma sanitaria voluta e ottenuta dal presidente. E di un’economia che stenta a ripartire.

I dati della rimonta del candidato repubblicano alla Casa Bianca, sono abbastanza evidenti. Nella raccolta fondi, prima di tutto. A maggio, la campagna del Gop già registrava un vantaggio di 17 milioni di dollari: 77 a Romney e 60 a Obama. A quanto pare non si trattava di un successo temporaneo, dato dal fattore-novità dello sfidante: a luglio il bilancio è ancor più favorevole per lui, con 106 milioni di dollari raccolti contro i 71 del presidente in carica. Il margine si è più che raddoppiato, registrando un vantaggio per la campagna di Romney di ben 35 milioni. Il dato è ancor più significativo, se consideriamo che Obama ha appena vinto la sua lunghissima battaglia costituzionale per l’approvazione della riforma sanitaria, l’Obamacare. E viene il dubbio che sia proprio questa ad aver causato la battuta d’arresto della campagna democratica, nonostante l’appoggio di personaggi dal portafoglio facile, come la facoltosa élite di Hollywood o Anna (“Il diavolo veste Prada”) Wintour di Vogue.

All’indomani della sentenza della Corte Suprema, che ha dato luce verde alla riforma, è stata la campagna di Romney a registrare un’improvvisa impennata di donazioni individuali. Anche la reazione sul campo è stata molto dura: il 63% dei medici si dichiara contrario alla nuova legge sanitaria, l’83% si dice addirittura pronto a dar le dimissioni, secondo un sondaggio commissionato dalla Doctor Patient Medical Association. Mettiamo anche che questi risultati siano esagerati. Ma il malumore serpeggia in ambito medico. E sia le assicurazioni sanitarie che le compagnie ospedaliere sono molto ricche e possono fare la differenza in una campagna di raccolta fondi.

Il secondo fattore che può spingere a tirar fuori il proprio portafogli per la destra, invece che per la sinistra, è certamente l’occupazione. L’ultimo report non registra alcun miglioramento. La disoccupazione resta all’8,2%. L’economia americana non riesce più a creare posti di lavoro, dopo 4 anni di amministrazione Obama. Benché i Democratici facciano leva sulla paura dell’alta finanza, per demolire l’immagine dello “squalo” Mitt Romney, gli americani stanno iniziando a far quattro conti e iniziano a pensare che riconfermare Obama non sia una bella prospettiva.

Oltre ai soldi ci sono i voti previsti. E anche qua, i dati dimostrano una rimonta notevole di Romney. In sei stati ancora in bilico, Colorado, Florida, Iowa, Nevada, New Hampshire e Carolina del Nord, crescono gli elettori indipendenti rispetto al 2008: sono 443mila in più. Al tempo stesso, negli stessi sei stati, i Democratici hanno perso 480mila elettori registrati.

Naturalmente mancano cinque mesi. E Obama è ancora in testa nei sondaggi. Ma la campagna del presidente sta iniziando a reagire con toni da panico: «Se perdiamo queste elezioni – si legge nel testo di un messaggio email mandato ai potenziali elettori – sarà perché non abbiamo colmato il divario (di fondi, ndr) quando ancora avevamo l’occasione di farlo».

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