Non lo impareranno a scuola

By Redazione

luglio 9, 2012 Cultura

Gira da tanto tempo via mail e ora torna ad essere rimbalzata dai social network, una lista di 11 regole che i ragazzi non impareranno a scuola. Una specie di bagno di realismo in contrapposizione con le teorie educative post sessantottine e politicamente corrette. La lista sarebbe stata stilata nientemeno che da Bill Gates in persona, in occasione di un intervento pubblico in un liceo. E infatti, in cima alla lista, troneggia la fotografia del patron di Microsoft.

L’elenco comincia con la regola numero 1: «La vita è ingiusta. Fattene una ragione». E finisce con la numero 11: «Sii gentile con i nerd. Potresti finire col lavorare per uno di loro». Nel mezzo tantissime verità che nelle recenti teorie (e pratiche) educative sembrano bestemmie: «Al mondo non interesse la tua autostima. Il mondo si aspetta che tu abbia combinato qualcosa prima di sentirti bene con te stesso». Oppure: «Girare hamburger non lede la tua dignità. I tuoi nonni avevano una definizione diversa di ‘girare hamburger’: la chiamavano opportunità». 

Insomma una bella lista di consigli che andrebbe davvero affissa in tutte le scuole e in tutti i posti di lavoro. Peccato che in realtà sia solo una delle tante leggende metropolitane che acquistano credibilità a forza di girare su internet. In effetti Bill Gates, quelle regole, non le ha mai scritte né le ha declamate di fronte ad una platea di studenti. Forse le ha seguite davvero e sono parte della sua esperienza e del suo successo. Forse ci crede sul serio e sta educando i suoi figli alla luce di quei consigli. Ma non sono farina del suo sacco. 

Sono semplicemente una sintesi del libro “50 Rules Kids Won’t Learn in School”, “50 regole che i ragazzi non impareranno a scuola” scritto ormai una quindicina di anni orsono da Charles J. Sykes, un ricercatore del Wisconsin Policy Research Institute,  opinionista del Wall Street Journal e del New York Times e autore di trasmissioni radiofoniche. 

In origine le regole erano 14 ed erano state scritte per il suo programma radiofonico. Dato il successo, Sykes decise di farne un libro e perciò le rimpolpò fino ad ottenerne 50. L’idea era quella di dare ai genitori un po’ di sostegno, qualcosa che funzionasse come antidoto alle moderne teorie educative che tendono a proteggere un po’ troppo i ragazzi dall’impatto con la realtà. Sykes racconta con poca accondiscendenza e molto umorismo una serie di verità su quello che i giovani troveranno fuori dalla scuola e dà ai genitori un po’ di spunti su come riconquistare il terreno perduto nell’educazione dei figli, senza mercanteggiamenti, ma con onestà e rispetto.

L’illusione che le regole vengano da Bill Gates, le ha rese più interessanti e mediaticamente spendibili. Con questo escamotage hanno fatto il giro del mondo. Ma, con o senza Bill Gates, rappresentano comunque un bel manifesto. E soprattutto con la crisi che il mondo occidentale sta affrontando, un insieme di ottimi consigli per non cadere nello sconforto al primo impatto con la vita vera, appena usciti da scuola. 

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