La sanità non paga Brindisi

By Redazione

luglio 4, 2012 politica

Guarire dall’orrore di aver visto la morte in faccia, e portarne ancora i segni sulla pelle, per alcuni è considerato alla stregua di un vezzo. Proprio come se si trattasse di andare alla spa o in beauty farm, e con lo stesso conto finale. Di sicuro è così per il servizio sanitario della Regione Puglia, che si rifiuta di pagare le spese di creme e pomate che cinque delle ragazze rimaste ferite nell’attentato di Brindisi devono utilizzare ogni giorno per medicare le terribili ustioni subite a seguito della tremenda esplosione.

Si tratta di medicinali molto costosi, il cui prezzo varia tra i 50 e i 100 euro la confezione, come spiegano gli familiari delle giovani sopravvissute alla bomba davanti alla scuola Morvillo-Falcone. Una cifra che diventa enorme, considerato che quelle medicine debbono essere applicate più e più volte al giorno. Una cifra che loro non possono proprio permettersi. Oltre al danno, anche la beffa: quei medicinali, prescritti alle ragazze dai medici del pronto soccorso, sono annoverate dal tabellario della sanità pugliese tra i trattamenti estetici, e non medici. Un po’ come se le ragazze stessero andando alle terme, in un centro massaggi o dall’estetista. Invece, quei “trattamenti estetici” sono a malapena l’inizio del vero e proprio calvario che le giovani dovranno affrontare per ridare una parvenza di normalità alle proprie esistenze.

A diffondere la notizia è stato il giornalista Franco Bechis, di Libero, quotidiano che da qualche giorno sul suo sito web ha lanciato anche una raccolta fondi per contribuire fattivamente alle spese mediche. Ora la salute di cinque ragazzine, Azzurra, Selena, Sabrina, Veronica e Vanessa, tutte con ustioni fra il 25% e il 60% del corpo, è affidata al buon cuore dei lettori di un giornale, perché il servizio sanitario pubblico si rifiuta di accollarsi quest’onere.

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