Nessuno è come Balotelli

By Redazione

giugno 30, 2012 Cultura

Balotelli non è poesia. Balotelli è nero, Balotelli è arrogante, è sopravvalutato, è stupido e viziato. E’ un bamboccione. Esulta Mario perché oggi non sanno che pensare e non è ancora finita.

Della poesia non te ne frega nulla quando parte l’ennesimo lancio di 30 metri. Mancano 10 minuti alla fine del primo tempo, Italia uno Germania zero, semifinale Euro2012, e sei certo che prima o poi quel gigante d’acciaio lascerà tutti senza fiato. Ha sbagliato tanto nelle ultime gare, gambe pesanti dalla prima partita, poi un gol di rovesciata e di nuovo buttato lì a galleggiare nel limbo. È così: imprevedibile, letale ma tragicamente inutile a volte. Molti non lo amano, non lo capiscono e c’è chi maledice mister Prandelli perché non lo ha sostituito con la riserva Di Natale. Un sostituto di lusso da 23 gol nell’ultima stagione, ma che non fa sognare. Questioni di fiducia e di personalità.

Questa volta è Montolivo da dietro la metà campo ad accendere il contropiede. La difesa tedesca è spaccata a metà, come era già accaduto contro l’Inghilterra. Stessa azione, stessa faccia imbambolata dei tifosi. L’Italia fa un gioco che inebetisce gli avversari, lascia i reparti senza riferimenti, brutti da vedere e disarmati. In quella partita Mario ha inciampato al momento dello stop, sbagliando una giocata semplice, come quando era rimasto di pietra davanti a Casillas nella partita d’esordio. I secondi passano, hai mille occhi puntati addosso, in quell’istante puoi fare la differenza. E sei da solo. L’equilibrio salta, è nell’aria un altro errore, lo senti ma non puoi vederlo, lui sì. Ti vede, ti insegue e non sarai mai un vero fuoriclasse fin quando non riuscirai a seminarlo. Non puoi distruggerlo, è la tua ombra, ma puoi imparare a correre più veloce: solo allora sarai un campione. 

Così ci farai vincere. Te l’hanno detto cento volte, forse di più, ma non basta. Quando scendi in mezzo al campo è diverso e il panorama intorno a te si altera. È una buona occasione e lo stop questa volta è giusto. Sguardo alto. Hai capito che i gol arrivano prima se hai qualcosa in cui credere, se hai qualcuno a cui dedicarli e sugli spalti c’è tua madre a seguirti, come sempre. Balotelli punta la rete, ha già segnato al ventesimo di testa e ora corre verso i sedici metri. Il cuore batte a mille e tira senza perdere tempo. L’ultimo pensiero al limite dell’area di rigore è un missile di mezzo collo esterno.

Mario è prosa serrata, asciutta, una penna che taglia la carta senza ghirigori, frasi fatte o perifrasi barocche. Non dipinge tele, non è un Pinturicchio, né un Caravaggio, né un Pirlo. La palla esplode sotto il sette, imparabile. Rendere facile ciò che è difficile e trovare difficoltà in cose che tutti considerano facili: questa è la sua forza e la sua condanna. Nessuno è come lui e neanche lui sa dove può arrivare, questa è la sua debolezza. Oggi sono tutti pazzi per Super Mario, oggi non lo insultano. State zitti che gioca.

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