The Newsroom umilia la sinistra

By Redazione

giugno 28, 2012 Cultura

«L’America non è il paese migliore del mondo». La sconfitta della serie è tutta qui. Poche parole per descrivere un fallimento. “The Newsroom”, il nuovo telefilm prodotto dalla Hbo, è il manifesto patetico della sinistra americana. E non c’è motivo per cui i repubblicani non debbano goderne. Si tratta dell’ultima creatura di Aaron Sorkin, sceneggiatore della meglio gioventù liberal di Hollywood.

È sufficiente una puntata per capire cosa sia passato nella testa dell’autore: una vuota lezione ai media, alle morale e alla politica conservatori. Ci aveva già provato con “The West Wing”, in cui raccontava la vita e le problematiche di un presidente democratico. Quella serie fu soprannominata dalla critica “The Left Wing” e venne fortemente strumentalizzata dal Partito democratico negli anni della presidenza Bush. 

Il protagonista del nuovo dramma di Sorkin è un anchorman repubblicano che si trasforma o evolve – come vorrebbe indurci a credere l’autore – in un liberale duro e puro. Jeff Daniels interpreta in altre parole, il buon conservatore abbastanza intelligente e audace da ripudiare tutta l’ideologia della destra americana. 

Il capitalismo ha fallito, così come la filosofia individualista. La libertà è un’utopia e i pilastri su cui l’America ha costruito una potenza si sfaldano ai piedi della crisi. La verità è che Sorkin e quelli come lui sono il vero male, il coro che all’unisono condanna un paese alla distruzione. Lo invecchiano, lo spossano, lo impoveriscono. Non è un caso se la puntata pilota si apre con una filippica contro tutto. Un’arida critica agli Stati Uniti del sistema sanitario privato e dell’istruzione inefficiente. In sostanza, per Sorkin l’America ha tradito il suo sogno e poco importa se continui ogni giorno ad accogliere sempre nuovi immigrati da tutto il mondo. 

Tutto lo show si riduce a un triste tentativo di riscrivere la storia per pretendere di avere ragione su tutto. L’ambientazione risale a circa due anni fa, durante le elezioni di mid term. Sorkin ricrea un mondo alternativo in cui gli ideali liberal prevalgono in modo assoluto. Ignora completamente i risultati di quelle elezioni, chi vinse e perché. È il ritratto di un pezzo di società che di fondo non accetta il valore della democrazia. Arroganti e saccenti non ammettono rimproveri né sconfitte, perché nessuno sarebbe abbastanza intelligente per poterli contraddire. Esattamente per questo motivo ogni repubblicano dovrebbe godersi comodamente in poltrona questa serie ed assistere allo sfogo più umiliante mai tramesso in tv. 

“The West Wing” così come “The Newsroom” pretendono di raccontare la discesa e la morte del sogno americano, ma è pura fantasia. L’America e il suo sogno sono ancora vivi e vegeti. E questa, invece, è la realtà.

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