Mille idee per l’Italia

By Redazione

giugno 27, 2012 politica

Le parole d’ordine sono poche e ben definite: Italia, comunità, moderati. Su questi capisaldi si basa Noi per l’Italia, un’associazione di secondo livello che ha debuttato il 24 giugno a Milano.  “Parliamo di una forma di Paese diversa, vogliamo ripartire dalle persone”, ha detto Simone Bressan di The Right nation, una delle associazioni fondatrici dell’iniziativa. Hanno risposto all’appello i 700 ragazzi trentenni che hanno partecipato a Mille giovani idee, la prima presentazione di Noi per l’Italia al teatro Manzoni.

Come si legge nel manifesto, questi giovani si riconoscono nel popolo dei moderati, vengono da diverse esperienze e rifiutano ogni etichetta. Apartitici ma molto politici, hanno scelto di creare un’associazione per essere più incisivi.

“La vera novità di Noi per l’Italia” ha spiegato Bressan, “è stato avere i politici in platea ad ascoltare senza contendersi la visibilità, mentre sul palco c’erano delle storie vere”. Infatti all’evento hanno partecipato soprattutto persone della società civile che hanno raccontato la loro storia, come un imprenditore startupper che ha sfidato la crisi, un’insegnante 28enne precaria, un padre di famiglia e un ricercatore. Presenti sul palco anche il professor Giulio Sapelli e i giornalisti Oscar Giannino e Filippo Facci. “Ognuno di loro aveva un motivo per essere lì. Per esempio Sapelli ha un’idea di Europa che ci piace e Facci ha posto il problema del ricambio generazionale in maniera diverso”, ha spiegato Bressan.
“Ci sentiamo molto responsabili per l’Italia”, ha aggiunto Michele Pezzoni, il portavoce dell’associazione. Lui stato coinvolto in Noi per l’Italia attraverso il gruppo di Nuova Generazione, mentre gli altri che hanno aderito sono: i giovani del Buongoverno, il Laboratorio delle idee, i Costruttori, CivItalia, Nuova generazione Torino, G89 – Generazione oltre e Prima l’Italia.

Ha rafforzato il progetto l’intervento video di Phillip Blond, direttore del think tank Res Publica, che ha proposto ai ragazzi “un autentico patto tra Stato e società civile” per “creare una nuova base economica, morale e sociale per l’Occidente”.

Intanto prosegue la raccolta delle idee attraverso il sito Internet che raccoglie i contributi di tutti. “Vogliamo ascoltare quello che la gente ci racconta e prendere le proposte che più assomigliano al nostro progetto per creare una comunità”, ha spiegato Pezzoni. Quello che vogliono fare in fondo è “raccontare le realtà vive e collettive che ci sono in tutta Italia” come ha spiegato Bressan. I fondatori hanno messo a disposizione il loro impegno, le loro competenze e in poche settimane sono riusciti a costruire un progetto diverso. Già dopo il primo incontro altre associazioni hanno chiesto di unirsi. Così ora c’è un gruppo di amici molto allargato che vuol partire dal basso per offrire un approccio più costruttivo ai problemi dell’Italia.

Dopo la tappa di Milano, i ragazzi hanno lanciato un road show nazionale di eventi simili in tutta Italia. Il prossimo appuntamento è previsto il 29 settembre a Roma, seguirà un terzo incontro a Palermo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *