Acta: il contrattacco

By Redazione

giugno 27, 2012 Esteri

Manca soltanto una settimana al voto in plenaria con il quale il Parlamento Europeo si dovrà esprimere sul destino dell’Anti-Counterfeiting Trade Agreement.

Dopo la sfilza di pareri negativi che l’ACTA ha incassato negli ultimi mesi, la lunga marcia dei contestatori sembrava essere arrivata all’ultimo passo dalla vittoria. Il Parlamento voterà senza prima aver acquisito il parere della Corte di Giustizia Europea, che ha il compito si stabilire se l’accordo sia o meno  compatibile con il diritto comunitario.

Ma Rick Falkvinge, il norvegese fondatore del Partito Pirata, aveva ragione quando, il 24 giugno, sul suo blog scriveva: “The battle of ACTA is not over”. Gli ultimi sviluppi sembrano avvalorare la sua tesi, oggi più che mai.

È probabile che i sostenitori dell’accordo stiano sentendo sempre più vicino e pressante il fiato sul collo dei consumatori, del web, di buona parte degli europarlamentari. Insomma di tutti coloro che si oppongono con convinzione all’approvazione finale dell’accordo.

Karel De Gucht, Commissario europeo per il Commercio, aveva già espresso il suo sostegno all’ACTA, invitando i membri della Commissione europea per il Commercio a votare parere positivo. Inascoltato, è tornato a dire la sua. Stavolta in modo ancora più esplicito. In buona sostanza, De Gucht ha annunciato che non importa affatto cosa voterà il Parlamento il 4 luglio. Nulla potrà considerarsi decisivo se non il parere della Corte di Giustizia Europea. Non solo. Nel caso in cui anche questa dovesse esprimere parere negativo, si provvederà ad apportare alcune modifiche e l’ACTA verrà comunque ripresentato.

Se questo non bastasse a scaldare gli animi, arriva una pesante dichiarazione della francese Marielle Gallo, appartenente al Gruppo del Partito popolare europeo (Democratico Cristiano), membro dell’ufficio di presidenza. Gallo ha dichiarato “Nous sommes censés représenter les citoyens, mais comme ils sont occupés à autre chose, nous sommes censés réfléchir à leur place”, ovvero “Noi siamo chiamati a rappresentare i cittadini, ma dal momento che essi si occupano di altre cose, siamo noi che dobbiamo pensare al posto loro”. Gallo è andata anche oltre e non ha esitato a definire le proteste contro l’ACTA “una forma di terrorismo”.

Affermazioni che stanno facendo discutere, alle quali Falkvinge replica prontamente sul suo blog: “Andiamo pure avanti con questa forma di terrorismo. Per quando i riguarda, io la chiamo democrazia in azione”. 

 

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