Acta: la resa dei conti

By Redazione

giugno 25, 2012 Esteri

Poco più di una settimana e sapremo quale sarà la posizione dell’Unione europea a proposito dell’Acta. È infatti fissato per il 4 luglio il voto del Parlamento europeo che segnerà il destino finale dell’Anti-Counterfeiting and Trade Agreement, l’accordo commerciale plurilaterale che servirebbe a dettare regole più efficaci al fine di contrastare la pirateria informatica e tutelare il copyright.

Le Commissioni del Parlamento europeo chiamate ad esprimere il loro parere in merito, non sono state tenere nei loro giudizi, fino ad affermare che il testo non rispetta i diritti fondamentali dell’Unione Europea (Commissione Libertà Civili, Industria e Affari Interni). Ultimo, non certo per rilevanza, il parere negativo della Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo, che con la sua riserva sembrerebbe avergli inferto il colpo mortale.

L’Acta arriverà quindi alla plenaria preceduto da una pessima fama. Il popolo della rete esprime la sua soddisfazione, ma non canta vittoria. La battaglia non può ancora dirsi conclusa. Per questo motivo, al fine di dare il colpo di grazia all’iter dell’accordo, è sceso in campo il primo fondatore e leader indiscusso del Partito Pirata, il norvegese Rick Falkvinge, che sul suo blog (http://falkvinge.net/) ha lanciato un appello urbi et orbi chiamando la rete ad un impegno in prima persona. “Abbiamo vinto in 5 Commissioni su 5 – scrive Falkvinge – è il momento dell’ultima, grande spinta”.

Nelle ultime settimane, sembra esserci un continuo scambio, un contatto costante tra la gente e le istituzioni europee. Lo stesso Falkvinge racconta di aver parlato direttamente con diversi membri del Parlamento europeo o con i rispettivi assistenti, i quali hanno affermato che i rifiuti incassati dall’Acta sono stati fondamentalmente determinati dall’esterno, dall’opinione della gente, dalle proteste e dalla preoccupazione dei cittadini.

In forza di queste testimonianze, Falkvinge invita il web a non abbandonare il campo proprio all’ultimo. Anzi, a battere il ferro finché è caldo. Chiunque può far sentire la propria voce in rete. L’importante è che sappia farlo nel modo giusto, sapendo esattamente dove puntare il dito e cosa dire, per far sì che la protesta non passi inosservata o divenga addirittura controproducente.

Il pirata più famoso del web offre tutte le coordinate necessarie per contribuire alla spinta finale, incoraggiando i naviganti a scrivere una e-mail a tutti i membri del Parlamento europeo.

Sul blog del pirata, ci sono tutti gli strumenti necessari per chi volesse fare la sua parte. Se non si ha idea di cosa scrivere, o non si ha abbastanza tempo per farlo, è sufficiente copiare e incollare una e-mail standard disponibile in due versioni: una per i cittadini dell’Unione europea, una per quelli statunitensi. Falkvinge mette anche a disposizione la mailing list degli europarlamentari, alla quale si può accedere con un semplice click. Ma è anche possibile scrivere ad un solo indirizzo: europarl-all@falkvinge.net. Da qui, partirà in automatico e raggiungerà le caselle di posta degli europarlamentari. Il tutto richiede qualcosa meno di un minuto. La rete serve anche a questo.

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