Le medie di NotaPolitica

By Redazione

giugno 24, 2012 politica

La settimana politica si è conclusa tra un voto per la riduzione dei parlamentari e un voto per l’arresto dell’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi. Pdl (17%) e Pd (25,2) incassano i colpi inferti da chi cerca potere e novità tra gli schieramenti. Movimenti di svecchiamento della classe dirigente a destra come a sinistra insidiano le leadership, seppur da lontano. Non si tratta di un vero e proprio assedio, nessuno sembra essere sull’orlo di una crisi di nervi, ne sono testimoni le chiacchiere e le indecisioni su come verranno gestite le primarie. In fondo tutti vogliono andare in vacanza tranquilli. Per ora, l’unico risultato tangibile che formattatori da una parte, rottamatori dall’altra e vecchi esponenti delle nomenclature partitiche sembrano aver raggiunto, è un’inesorabile emorragia di fiducia da parte dell’elettorato. 

La verità è che questa volta neanche Beppe Grillo si salva, ma andiamo nello specifico. Un centrodestra dai valori dimezzati rispetto a quelli del 2008 continua a perdere consensi. Passa dal 25,4 al 25,2% negli ultimi sette giorni (-0,2%). C’è un gran caos e una coalizione che nei fatti non esiste più da tempo. Pdl, Lega, La Destra e gli altri partitini sembrano lasciarsi trasportare dalla corrente senza una meta precisa. Il partito di Angelino Alfano cala nella media dei sondaggi registrati dal nostro sito di 3 decimi, mentre il Carroccio (5,2%) si limita a guadagnare lo 0,1%. Restano invariati i dati relativi a La Destra di Sotace (2,3%).

A sinistra si rilevano tenui miglioramenti. La coalizione che potrebbe presentarsi unita alle prossime elezioni conquista lo 0,4% in più rispetto a sette giorni fa e si attesta al 42,8% dei consensi. Crescono nell’ordine Pd, Federazione delle Sinistre e partiti minori (Socialisti e Verdi). I primi salgono di due decimi, ciò che resta di Rifondazione Comunista (+0,1%) chiude al 2,7%, mentre Sel e Idv si confermano rispettivamente al 6,4 e al 6,5%. Quasi appaiate. Le forze minori (+0,1%) si attestano al due.

Il “centro” fa storia a sé. È un po’ come studiare l’atmosfera lunare, tutto è fermo, silenzio, nessuna molecola d’ossigeno. Gravita come al solito nell’orbita del 10% e non è dato sapere con quale impasto si presenterà alle politiche del prossimo anno. Quello che veniva chiamato fino a qualche settimana fa Terzo Polo (10,4) arretra dello 0,2%. Possiamo notare come tutto resti immobile da queste parti: Fli e Udc si confermano al 2,9 e al 6,7%. Api e Mpa, entrambe allo 0,4%, calano di un decimo. 

Il Movimento Cinque Stelle per la prima volta dopo mesi mostra segni di debolezza. Quanto sta accadendo a Parma inizia a rasentare l’imbarazzante. Il sindaco grillino Pizzarotti è l’unico in Italia a non aver ancora presentato ufficialmente la propria giunta e i dubbi sulle effettive capacità organizzative di Grillo si ripercuotono sulle statistiche. Nei bar e nelle strade la gente inizia a chiedersi: se non riesce a gestire un comune come può pensare di governare un paese. Perde tuttavia solo lo 0,1% e termina la settimana al 18,6%.

Un ultimo spunto. Con tutti questi numeri e con questo caldo a chi non è venuto in mente di mangiare un buon gelato. La stessa idea probabilmente sarà venuta a Berlusconi quando ha chiesto ai suoi di commissionare un sondaggio sull’imprenditore del momento Guido Martinetti, proprietario – insieme all’amico Federico Grom – dell’omonima catena di gelaterie di alta qualità. Martinetti gode di un grande appeal verso il pubblico e gli ascolti che si toccano ogni volta che appare in tv confermano questa tesi. Forse gli italiani avrebbero bisogno di uno come lui a Palazzo Chigi, sempre che ne abbia voglia. Di sicuro la stagione è quella giusta.

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