Acta: l’ultimo no dell’Europa

By Redazione

giugno 24, 2012 Cultura

E alla fine fu la volta dell’Inta, ovvero della Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo. Dopo i 4 ‘no’ delle Commissioni Libe (Libertà Civili, Industria e Affari Interni), Itre (Industria, Ricerca e Energia), Juri (Giuridica) e Deve (Sviluppo), arriva un altro parere vegativo, un altro ostacolo all’iter di approvazione dell’Acta (Anti-Counterfeiting and Trade Agreement).

La Commissione Commercio Internazionale ha quindi suggerito al Parlamento di evitare l’adozione del trattato. Questo nonostante il Commissario europeo per il Commercio, il belga Karel De Gucht, si fosse espresso apertamente a favore dell’Acta giusto pochi giorno prima del ‘no’ dell’Inta. De Gught aveva spiegato proprio ai membri della Commissione Inta che dall’Acta non si ha di che temere e che il trattato non rappresenta un attacco alle libertà ma piuttosto, una forma di tutela. Ma i membri dell’Inta si sono espressi con 19 ‘no’ contro 12 ‘sì’, senza prima attendere il parere della Corte di Giustizia. L’europarlamentare relatore David Martin ha affermato: “L’Acta non e’ l’accordo giusto per affrontare su scala commerciale la contraffazione e la pirateria. Con questo voto abbiamo fatto un passo avanti verso la morte dell’Acta”.

Per entrare in vigore nell’Ue, l’Acta dovrebbe prima essere approvato sia dal Parlamento europeo che dal Consiglio europeo e ratificato da tutti gli Stati membri. Il percorso adesso sembra decisamente in salita.

Indubbiamente questa liunga serie di ‘no’ è stata anche il risultato della voce della gente, che in tanti mesi non ha mai smessi di chiedere di essere ascoltata. Il Team de La Quadrature du Net e tanti volontari provenienti da tutta Europa hanno infatti deciso di passare al Parlamento europeo la settimana antecedente al voto. Non si sono risparmiati e si sono spesi per informare i vari gruppi politici circa i rischi dell’approvazione del famigerato accordo.

Nel frattempo il web non si ferma. Sono ormai tanti quei blogger che si preoccupano di diffondere le notizie relative all’iter dell’Acta e che non smettono di scrivere, protestare, e organizzare manifestazioni. Anche l’Italia fa la sua parte e non sta a guardare. Lo scorso 9 giugno a Roma si è tenuto infatti il No Acta Day, nell’ambito della mobilitazione europea della Giornata No-ACTA, con il Partito Pirata italiano in prima linea.

L’ultimo atto del burrascoso percorso del trattato si avrà soltanto i primi di luglio (in una data compresa fra il 3 e il 5), quando il Parlamento europeo sarà chiamato ad esprimersi in via definitiva sulla sua adozione.

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