Westeros, Italia

By Redazione

giugno 19, 2012 politica

Si è conclusa da poco la trasmissione in Italia della seconda stagione di Games of Thrones (“Il Trono di Spade”) la raffinata e amatissima serie televisiva tratta dalla saga fantasy A Song of Ice and Fire (“Cronache del ghiaccio e del fuoco”) scritta da George R. R. Martin. Games of Thrones è stata prodotta da HBO, canale via cavo statunitense celebre per serie che spaziano da Dream On (1990-96), Sex and the City (1998-2004), The Sopranos (1999-2007), Curb Your Enthusiasm (2000) fino a Board Walk Empire (2010) e alla prossima attesissima serie Aaron Sorkin the Newsroom, scritta e prodotta dal creatore di West Wing e The Social Network.

“Il Trono di Spade” è una serie televisiva di alta qualità, largamente premiata dagli ascolti in America e nel resto del mondo, Italia compresa. Cosa possiamo fare per sopravvivere all’attesa della terza stagione, se proprio non abbiamo i muscoli per sollevare i pesanti volumi scritti da George R. R. Martin? Potremmo, per esempio, provare a tracciare un parallelo tra l’ambientazione ricca e quasi labirintica della serie e la realtà politica italiana, sapendo che scontenteremo qualcuno e che, inevitabilmente, riveleremo più di un colpo di scena. Se non avete visto le prime due stagioni della serie, insomma, fermatevi ora. E tornate a leggerci solo quando avrete assolto la vostra parte. Altrimenti, sappiate di essere stati avvisati.

Robert Baratheon Berlusconi, il Re che doveva introdurre profondi cambiamenti nelle terre della nostra Westeros Italica è morto. Indebolito da anni di regno costruiti sul debito pubblico e su bagordi senza fine, ha lasciato intorno a se alleanze deboli o lontane dallo stile che la sua reggenza aveva impresso nel regno.  Eddard Bossi Stark poco ha potuto nel tentativo di salvaguardare il bene del regno. Anzi, è incespicato nella sua stessa idea di governo. Stretto dai legami d’onore con il Nord, non ha saputo interpretare lo spirito lascivo della corte ed è finito anch’egli senza testa.  Qualcuno potrà, non senza ragioni, dire che molto sia stato l’effetto di un complotto voluto dalla moglie del Re, Cersei Casini, che insieme all’acume politico di Tywin Napolitano ha in breve tempo sovvertito le sorti di una monarchia che sembrava destinata a durare nei secoli.

Ad occupare lo scomodo trono di spade è stato provvidamente sistemato il giovane – politicamente si intende – Jeoffrey Monti la cui totale mancanza di empatia, forse dovuta alla natura incestuosa delle sue origini (si mormora che i suoi due genitori naturali siano proprio Cersei Casini e il suo gemello, lo Sterminatore di Re, Jaime Bersani), ha creato più di un problema ai consiglieri di corte, costringendo Tywin Napolitano ad occuparsi a tempo pieno dell’unità del regno. La vita in ogni corte è complessa, ma quando ognuno dei consiglieri è trafitto dalla brama del trono nessuno può dirsi al sicuro. Baelish D’Alema si è tenuto in disparte, apparentemente estraneo ai bruschi mutamenti di leadership, mentre Tyron Veltroni si è dovuto applicare a ben più di uno stratagemma per salvare Re Jeoffrey.

Di sicuro, a tramare nell’ombra sono stati in molti. Stannis Di Pietro non ha esitato ad allearsi con forze oscure, pur di rivendicare le sue ragioni. E quali mosse hanno in serbo Varys Vendola e il Gran maestro Pycelle Fini? Qualunque abitante di Westeros/Italia conosce il motto “Elections are coming”. Tutti sanno bene che questa estate di irresponsabilità politica non potrà durare e che gli attuali equilibri sono caratterizzati dall’instabilità, non dalle solide fratellanze che hanno reso forte Westeros nei secoli. Anche la leggendaria Grande Barriera Elettorale non sembra poter tenere più al sicuro Approdo Chigi. Si mormorà che Mance Grillo abbia radunato migliaia di elettori pronti a debordare e far cadere ben più che qualche trono, per cambiare definitivamente la faccia del paese. In meglio? Chissà.

E Arya Stark? Cioè gli italiani? Fuggono da Approdo Chigi, evitano le strade trafficate, sono anche disposti a pagare più tasse per non farsi mettere in mezzo durante uno scontro letale. Possono quasi rispondere ai sondaggi organizzati dai Lannister, ma senza farsi compromettere troppo. È la sopravvivenza il primo vero obbiettivo. In attesa che qualcosa o qualcuno possa intervenire a riportare ordine dove oggi è solo caos.

Si mormora che Robb Renzi stia radunando i vessilli e che giù, ad Approdo Chigi, qualcuno ci stia perdendo qualche ora di sonno, ogni notte. Ma le notizie dal Nord sono poche e contraddittorie. Ancora meno dalle terre oltre mare. Le dicerie parlano del mitico ritorno dei tre draghi (Esecutivo, Legislativo, Giudiziario), schierati finalmente in quel leggendario equilibrio che si dice sia scomparso a Westeros da molto più di un’estate. Ma nessuno conosce ancora una Daenerys capace di domare i draghi.

Meglio rimanere ben acquattati, profilo basso, e seguire con attenzione Arya. Potrebbe essere proprio lei a regalarci il colpo di scena capace di salvare la giornata. Una cosa che gli italiani di Westeros, in un modo o nell’altro, riescono sempre a fare.

Una cosa è certa: non tutti i protagonisti sono ancora entrati in scena. Un po’ perché siamo pigri. Un po’ perché la realtà, proprio come il Trono di Spade, è materia complicata che richiede tutta la sapienza di un maestro e che certo non si può esaurire in poche battute. Ci torneremo sopra, perché tutto sommato la prossima stagione e le elezioni sono ancora lontane. Ma stanno arrivando.

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