Il Piano Marshall di casa Fiat

By Redazione

giugno 13, 2012 politica

È tutta questione di immagine. Il rigorismo ascetico alla Mario Monti può piacere, ma sulla distanza non paga. Lo sa bene Marchionne, che nelle ultime pubblicità della Fiat, assieme a tanto marketing, comincia a mescolare mani tese e un pizzico di Piano Marshall. Perché se l’Italia è in crisi, gli italiani non pensano all’auto nuova. Ma se una mano lava l’altra, tutte due possono posarsi su un volante fresco di fabbrica.

Problema numero uno: la benzina. Tra accise e caro petrolio, un vero incubo per il portafogli. Così il Lingotto scodella sul mercato l’offerta che non puoi rifiutare: benzina e gasolio “congelati” ad un euro al litro per tre anni per tutti quelli che scelgono di acquistare una vettura di Casa Fiat. Un successone, se non altro dal punto di vista mediatico, visto che su Internet, tv e giornali si comincia a parlare della campagna Fiat anche al di fuori degli spazi pubblicitari.

Ma la trovata davvero geniale, almeno per il sicuro impatto, è quella più recente della controllata che produce veicoli pesanti e commerciali: a tutti gli imprenditori che vantano una parte di quei 70 miliardi di crediti pubblici che lo stato non ha mai pagato alle Pmi, Iveco offre infatti il riscatto del credito a fronte di uno sconto equivalente nell’acquisto di un mezzo nuovo. In sostanza, la società finanziaria di Iveco Spa si offre di acquistare i crediti vantati dall’imprenditore nei confronti di un ente pubblico. Sia quelli già in essere, sia quelli futuri. La cessione del credito, come spiegano i dettagli della promozione, dà diritto ad un’equivalente anticipazione «per l’acquisto in leasing o in proprietà di veicoli industriali e commerciali del Gruppo Iveco Spa».

Alla vocazione filantropica delle case automobilistiche non credono nemmeno i più ingenui, poco ma sicuro. Anche questo, in fondo, è pur sempre mercato: per ogni automobilista soddisfatto del pieno meno caro, così come per ogni imprenditore liberato dalle rogne del continuo braccio di ferro con le casse della Pubblica amministrazione, c’è un veicolo venduto in più. Un modo come un altro di farsi pubblicità.

Sta di fatto che Marchionne si dimostra molto più attento nel promuovere la Fiat in tempo di crisi di quanto Monti non riesca a fare per il suo governo, che la crisi è chiamato ad affrontarla. Uno alza le accise, l’altro “regala” la benzina. Uno strangola le Pmi nella morsa delle tasse, l’altro le solleva dal debitore più insolvente: lo stato. È tutta questione di immagine: il pullover va di moda, il loden no.

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