Aspiranti leader cercansi

By Redazione

giugno 13, 2012 politica

Pubblichiamo la prima puntata di uno speciale dedicato ai movimenti e ai giovani del Pdl. Un percorso che disegnerà la mappa del potere e la ricerca del nuovo all’interno del centrodestra italiano. Il viaggio comincia da nord.

Giovani, dinamici, eternamente innamorati della politica, gli aspiranti leader di centrodestra sono alla ricerca di una legittimazione. La generazione nata tra anni Settanta e Ottanta è rimasta a lungo esclusa dai vertici di partito e ha iniziato a chiedere più spazio. L’identikit è presto fatto: under 40, cresciuti nei movimenti giovanili per poi essere eletti nelle amministrazioni locali, molti hanno creato associazioni o movimenti che usano per farsi sentire.

È salito agli onori delle cronache il sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, eletto appena 29enne. Proprio nella sua città che si è tenuto il primo appuntamento di “FormattiamoilPdl”, l’iniziativa di alcuni giovani azzurri nata con un hashtag su Twitter. Hanno partecipato il 30enne consigliere comunale del Pdl di Ravenna e coordinatore provinciale del partito, Alberto Ancarani, ed Everest Bertoli, capogruppo in consiglio comunale a Trieste, classe 1975. Così il progetto di trasformazione del Popolo della libertà si è diffuso su Internet ed è diventato concreto. L’iniziativa ha trovato un interlocutore nel segretario del Pdl Angelino Alfano ma ha suscitato parecchi malumori nel partito, tanto che Berlusconi ha dovuto ridimensionare il fenomeno, definendoli “dieci ragazzotti” che non destavano preoccupazione. Invece i formattatori rispondono a quella che Luca Ricolfi ha definito “la sindrome di Carlo di Inghilterra”, si sentono cioè messi in prima fila da protagonisti al posto degli eredi designati al torno.

Non è un segreto infatti che la galassia di giovani amministratori aspiri a lasciare le retrovie per incarichi sempre più importanti. Per questo puntano sulle iniziative che rilanciano i loro progetti politici. A Bologna il 37enne consigliere regionale del Pdl, Galeazzo Bignami, ha lanciato il suo “Fuori” per riproporre i suoi capisaldi: merito e territorio. Sono due elementi che l’esponente emiliano conosce bene dal momento che è stato votato alle Regionali del 2010 in Emilia Romagna da 13.333 elettori.

Non può lamentarsi per lo spazio ricevuto dal partito il 36enne Carlo Fidanza, eurodeputato berlusconiano. In 15 anni ha scalato quasi tutti gradini della democrazia rappresentativa, dalla circoscrizione di Milano fino a Bruxelles, senza dimenticare il collante con il territorio. I congressi del Pdl hanno messo in luce due outsider che hanno sfidato l’establishment lombardo. Il 25enne Alberto Villa, ultra liberale convinto, si è candidato in quello provinciale di Milano mentre il 28enne consigliere comunale Pietro Tatarella è sceso in campo per il congresso cittadino. Attivissimi sul territorio lombardo anche la monzese Martina Sassoli, ex assessore, e il consigliere provinciale milanese Nicolò Mardegan, che dopo il suo Laboratorio delle idee ha lanciato un’associazione di secondo livello, Noi per l’Italia.

In Piemonte ci sono tre teste di ariete del Pdl: il 36enne Roberto Ravello, assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Augusta Montaruli, tostissima consigliera regionale eletta a 27 anni e Maurizio Marrone, consigliere comunale di Torino che nel 2011 ha ottenuto il più alto numero di preferenze personali, 2.718.

In Friuli invece due fratelli, Luca e Alessandro Ciriani sono riusciti a conquistare ruoli di tutto rispetto: il primo è il vicepresidente della regione e il secondo il presidente della provincia di Pordenone. Tanto i giovani esponenti berlusconiani chiedono “l’evoluzione” del partito senza la rivoluzione, quanto i centristi sono di indole meno contestatrice e preferiscono consolidare le loro posizioni.

Nell’Udc si sono fatti notare Alberto Garbo, coordinatore regionale dei giovani centristi della Lombardia e il segretario provinciale di Milano Alessandro Sancino, 30enne bocconiano docente di amministrazione pubblica alla Cattolica di Milano. Anche il partito di Casini nella sua versione under ha tanti riferimenti locali, dalla 27enne piemontese Barbara Graffino, ex braccio destro di Michele Vietti, a Marco Da Rin, assessore uscente a Belluno di 25 anni, passando per Fabrizio Anzolini di Udine e Federico Villa 22enne segretario cittadino di Bergamo.

Derubricato il fattore generazionale come mero dato anagrafico, i ragazzi chiedono la possibilità di dimostrare le loro capacità. Insomma, come diceva Gaber, sono giovani un po’ cresciuti, magari non sanno bene che cosa fare ma sono sempre e comunque in attesa di un grande avvenire.

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