Acta: 4 No dal Parlamento Europeo

By Redazione

giugno 13, 2012 Cultura

A che punto è la libertà della rete? In Italia se ne parla poco, ma il 3 luglio il Parlamento europeo riunito in plenaria si dovrà esprimere sull’Anti-Counterfeiting and Trade Agreement, meglio conosciuto come ACTA.

Avevamo già parlato del parere negativo espresso dal Garante Europeo per la protezione dei dati (EDPS) e del rapporto ‘Protezione della libertà di espressione e di informazione su internet e sui mezzi di comunicazione on line’, secondo il quale gli Stati membri del Consiglio firmatari dell’ACTA dovrebbero condurre consultazioni pubbliche su eventuali leggi nazionali basate sul testo in questione. Nel frattempo, e nel silenzio quasi generale, l’iter procede, ma non senza intoppi.

Il 31 maggio, tre commissioni del Parlamento europeo hanno rigettato l’ACTA. La Commissione LIBE (Libertà Civili, Industria e Affari Interni) afferma che il testo non rispetta i diritti fondamentali dell’Unione Europea. La Commissione ITRE (Industria, Ricerca e Energia) sostiene che non garantisce equilibrio tra stakeholder. Di parere negativo anche la Commissione JURI (Giuridica).

Il rigetto dell’accordo da parte di queste Commissioni ha avuto l’effetto di polarizzare ulteriormente le visioni delle forze politiche del Parlamento europeo al riguardo. Da una parte socialisti, democratici, verdi e liberali, dall’altra il PPE, che sembra invece dare sostegno all’approvazione dell’ACTA.

Il 4 giugno è arrivato il quarto ‘no’ dalla Commissione Sviluppo. I pareri negativi delle 4 Commissioni non sono vincolanti, ma saranno sottoposti all’attenzione all’INTA, ovvero la Commissione per il Commercio Internazionale, che guida il processo di approvazione dell’ACTA e che si dovrà esprimere il prossimo 21 giugno. È da lì che passerà al Parlamento.

Nel frattempo le iniziative degli attivisti non si fermano. Sono i giovani in particolare che chiedono che il trattato venga fermato. Domenica 10 giugno per le strade di Berlino ha sfilato un corteo di attivisti per dire ‘no’ all’ACTA. Anche il Forum Europeo dei Giovani segue la vicenda da vicino e rivendica la necessità di salvaguardare la difesa del diritto di parola ed espressione che la rete ha reso possibile per i giovani.

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