Amadori: il pollo diventa social

By Redazione

giugno 12, 2012 Cultura

Anche il pollo può essere social. Lo abbiamo scoperto al Social Business Forum di Milano da Marco Magnaghi, Business Innovation Manager di Amadori. La famosa azienda emiliana ha deciso di rinnovare la sua immagine ed ha iniziato proprio dai social network, o meglio dai suoi utenti. Nel maggio scorso è stato lanciato il nuovo sito, ideato dall’agenzia milanese vanGoGh e implementato da Tecla.it, che si è recentemente classificato al terzo posto agli Adci Awards 2012. 

Si tratta in realtà di una serie di minisiti interattivi che ruotano attorno al sito corporate, integrati agli account social del gruppo Amadori su Facebook, Twitter, Youtube e persino Pinterest. L’intento principale, spiegato Magnaghi, è quello di costruire una completa digital customer experience incentrata esclusivamente sull’utente. Il progetto è stato creato integrando elementi di web fiction, video-ricette (un format decisamente efficace in rete) ed un sistema di gamification che premia gli utenti a seconda del loro grado di interazione.

Il progetto che ha registrato più riscontro da parte degli utenti è “Amadorabili ricette”. Si guadagnano punti ogni qualvolta si condivide su Facebook una puntata della webfiction di Amadori, rispondendo a domande o  caricando ricette. In questo modo l’utente può scalare la classifica e vincere dei premi, tra cui una grigliata a domicilio ogni giorno. 

Nel progetto di marketing Amadori c’è posto anche per il gioco “Dov’è Francesco Amadori?”. Scopo del gioco è consultare l’agenda del fondatore nonché ormai storico testimonial dell’azienda e cercare di incontrarlo durante uno dei suoi appuntamenti con il personale impegnato nelle diverse fasi di allevamento, produzione e distribuzione. Un format curioso, ma funzionale ad aprire all’utente le porte dell’azienda e presentarla in maniera diretta e trasparente, dando voce a chi realmente lavora nei suoi stabilimenti. Con pochi click l’utente può conoscere la storia del gruppo, iniziata negli anni Trenta, e conoscere il funzionamento della filiera produttiva Amadori, esigenza particolarmente sentita sin dal 1999, in seguito agli scandali dei polli alla diossina. 

Come dichiarato nel sito corporate: «Abbiamo oggi un sogno condiviso attraverso cui esprimiamo i valori e che ci stimola a dare l’esempio: essere un’azienda leader nell’alimentazione di qualità, con una forte vocazione alla relazione con le persone di cui diventiamo partner attivi nell’interpretazione e anticipazione dei bisogni. Questa vocazione, forte del sapere costruito nel tempo e della fiducia nelle persone, ci rende dinamici, orientati all’innovazione di prodotti e processi e portatori di “un’ecologia dei comportamenti”, intesa come responsabilità, rispetto, cura, verso tutti gli interlocutori: le persone che usano i nostri prodotti, gli azionisti, i collaboratori, i fornitori, la collettività».

Già nel 2011 l’azienda aveva ottenuto un’ottima risposta di pubblico con il concorso di social casting per il würstel “Evviva” e la ricerca delle comparse per il nuovo spot, canalizzata sul sito www.evvivailwurstel.it. Un sistema semplice, ma efficace, visto il ritorno di pubblico: solo durante il periodo del casting, la pagina Facebook di Amadori Peopoll ha visto aumentare i suoi fan da 5 a 40 mila.

Inoltre, sempre dallo scorso anno è disponibile l’applicazione mobile per iPhone e iPad iCuorLeggeri, che attingendo da un database di oltre 700 alimenti permette il calcolo delle calorie assunte e dell’indice di massa corporea. E alla fine il sistema di comunicazione scelto da Amadori sembra aver premiato l’azienda, a giudicare dalle statistiche esposte da Magnaghi durante la sua presentazione al Social Business Forum. 

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