Per carità, tacete su Brindisi

By Redazione

giugno 11, 2012 politica

Sabato 19 Maggio. Un pomeriggio come tanti. Di quei “pomeriggi di maggio che non torneranno più”, per dirla alla Nanni Moretti di Palombella Rossa. Anche se no, quel sabato non è come tutti gli altri. Quella mattina, infatti, una bomba innescata davanti alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi ha ucciso la sedicenne Melissa Bassi, studentessa di quell’istituto.

Perché? Sono in molti a chiedersi le cause di un crimine tanto efferato, barbaro e infame. Meglio, una parte del Paese. Perché l’altra è intenta a elargire verità assolute a quegli altri connazionali in preda ad amletici e legittimi dubbi. Verità incontrovertibili, inossidabili, più volte ascoltate nel corso di quel soleggiato pomeriggio primaverile.

Ed ecco a voi, quindi, la tesi della mafia: “Il nome dell’istituto non può essere casuale. Inoltre, siamo a pochi giorni dal ventennale della strage di Capaci in cui morirono Giovanni Falcone, Candida Morvillo e gli uomini della scorta. Cosa Nostra vuole proseguire a farsi sentire, a rivendicare un’ancora forte e capillare presenza sul territorio”. Ok, può assolutamente darsi. Sud Italia, maggio 1992-2012: mafia, no?

Ma in fatto di teorie, tuttavia, v’è molto, molto di più: la strategia della tensione. Sì, avete capito bene. Senza alcun motivo, nessuna giustificazione di carattere politico-giudiziaria, sarebbe ritornato lo stragismo. All’amatriciana, questa volta. Con le bombole del gas. A più di 20 anni dalla caduta del muro di Berlino, a più di 30 dall’ultimo efferato episodio tecnicamente ascrivibile a quel nefasto periodo della storia nazionale (la strage di Bologna del 2 Agosto 1980), i social network  ribollono di teorie strampalate, assurde, prive di qualsiasi riscontro; una sorta di reviviscenza dell’Ordinovismo del terzo millennio. Motivi di tale reviviscenza, però, assolutamente incomprensibili, fantascientifici: “Per una svolta a destra del paese”, si dice. Oppure, “per assicurare al governo dei banchieri la sopravvivenza politica, per evitare il voto nel 2013, eccovi servito il primo squillo di tromba”. Follie.

Ora, l’autore della strage parrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) essere stato finalmente individuato: si tratterebbe del sessantottenne Giovanni Vantaggiato. Il movente è ancora ignoto. Una vendetta, forse. Contro chi o cosa non è ancora dato saperlo. Gli inquirenti (quelli veri), al riguardo, sono al lavoro, e almeno per ora è la totale estraneità di Vantaggiato da qualsiasi genere di organizzazione mafiosa o terroristica a risultare assolutamente assodata.

“Fiumi di parole” cantavano i Jalisse nell’ormai lontano Sanremo del 1997. Al vento, aggiungiamo noi. E per dirla con le parole di Vittorio Sgarbi, ci si perdoni i ‘francesismi’, “hanno fatto la passerella dei pavoni dell’antimafia quando il bombarolo era un coglione che voleva vendicarsi di uno stronzo. Capre”.

Insomma, il sacro valore del silenzio. Questo sconosciuto.

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