Pdl: la rivoluzione dei “cooptati”

By Redazione

giugno 11, 2012 politica

“Sono positive tutte le iniziative che permettono la discussione all’interno del partito”. Così Michelangelo Chinni commenta la nuova stagione movimentista che spinge per il cambiamento del Pdl. 29 anni, alcuni passati tra gli alti e bassi della militanza, da qualche mese Chinni ricopre l’incarico di leader della Giovane Italia di Roma. Anche lui, come tanti altri, un cooptato (nel suo caso alla guida del giovanile degli azzurri nella capitale). E dunque potenziale destinatario di quelli che vorrebbero mandare a casa tre quarti degli attuali quadri dirigenti. Nonostante la giovane età e il tanto tempo dedicato all’attività sul territorio.

“Formattare, per usare un termine che oggi va di moda, è un ottimo auspicio – spiega Chinni – Ma non è praticabile dall’oggi al domani. Non si costruisce una classe dirigente dall’oggi al domani”. Una difesa degli attuali vertici di via dell’Umiltà che cela un’accusa: “In questi anni non si è pensato al ricambio. E dopo il 2008 ci si è concentrati solo sulle sfide di governo, senza costruire il partito nato sul predellino”.

Ma ci sono “i semi da cui ripartire”. Innanzitutto i tanti giovani, che, sia pur in una fase di rompete le righe, “si stanno coinvolgendo nel nostro progetto politico”.
Anche di quelli che sono stati nominati. “La cooptazione è una procedura che non dovrebbe mai essere applicata nei partiti” conviene Chinni. Che ammette di essere lui stesso un cooptato. “Ma un conto è coinvolgere per nomina chi ha lavorato per mesi, se non per anni, alla costruzione del Pdl tra la gente, sul territorio. Un altro è dare un contentino al codazzo del potente di turno”.

Una modalità, quest’ultima, finora apparsa come quella prevalente fra gli azzurri. “Ma è un andazzo che si cambia cambiando la struttura del partito – rilancia Chinni – Aprendo alla società civile e ai giovani”. Senza trascurare la rete “da non considerarsi però come la soluzione a tutti i problemi, perché la politica, quella vera, non può passare solo per il web”.

Insomma, sì ad un partito “strutturato e radicato sul territorio” come lo immagina Angelino Alfano. Ma che non ricalchi desueti schemi da vecchio millennio: “Termini come tessere o segreteria sono passati, occorre dotarsi di una struttura che sia figlia dei tempi, pur mantenendo un solido legame con il territorio”.

Chinni sostiene convintamente l’apertura di Alfano sulle primarie: “Ma che siano di coalizione con chiunque ci voglia stare. E che ognuna delle formazioni che vi si presenta designi un solo competitor”. Il tutto meglio se ordinato tramite un’apposita normativa.

E se i giovani si voglio cimentare con nuovi e aperti metodi di selezione, ben vengano. “Ma diffido di tutti coloro che  aspirano ad avere un posto nelle liste del Parlamento, che io definisco essere affetti dalla “candidite”. Spero che il desiderio che nutrono di ricambio della classe dirigente nazionale sia almeno pari a quello di volersi candidare, andando a raccogliere preferenze nei territori”.

Se gli si obietta che è stata la Giovani Italia per prima a peccare in trasparenza, non avendo mai svolto un Congresso, Chinni non ha problemi ad ammettere che “è  vero che dal 2001, anno in cui ho iniziato a militare in Forza Italia Giovani, non si è mai svolto un congresso ed i dirigenti sono sempre stati nominati, e che occorre dotarsi in fretta di regole certe e di uno Statuto”. Ma si dimostra fiducioso che “al termine di questa fase di cambiamento si giunga ad un’assise democratica in cui tutti i vertici saranno eletti dalla base”.

Un primo passo in questa direzione, spiega Chinni, avverrà a Fiuggi. Nella cittadina termale dal 21 al 23 giugno la Coordinatrice Nazionale del movimento, Annagrazia Calabria, ha convocato un’assemblea “in cui tutti gli eletti sui territori, nelle scuole e nelle università, ed i responsabili territoriali del movimento giovanile elaboreranno dei documenti con proposte che sottoporranno al vaglio del partito”. Se sarà l’ennesima assemblea dei cooptati, piuttosto che la prima pietra nella costruzione di una nuova casa, sarà il tempo a dirlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *