Il preside antipolitico

By Redazione

giugno 8, 2012 politica

Alcuni la chiamavano fabbrica dei sogni, seduti in quel bar a cinque stelle. Altri, tra un aperitivo e l’altro, in quel matrix ci sarebbero rimasti volentieri tutta la vita. Sebastiano Maffettone, preside della facoltà di Scienze politiche della Luiss, università di Confindustria, parla in tv ad Agorà, perdendo una buona occasione per tacere. La trasmissione affronta il tema dell’antipolitica, di Grillo, della crisi dei partiti e il professore, ospite in studio, entra nel dibattito con una riflessione che lascia sbigottiti: «Tra i miei allievi solo uno su cento si interessa di politica». 

Il messaggio che buca il video e che ti arriva all’orecchio quando ti squilla il telefono è: «Ci ha dato dei bamboccioni? Ho capito bene?». La frase sa di presa in giro e la prima immagine che ti viene in mente è quando ti raccontarono delle sue chiacchiere sul sessantotto. Discorsi che raccolsero i medesimi risultati. In quell’occasione il primo pensiero fu: «Ma quanto lo pagano per dire queste idiozie. Sono alla Luiss o in qualche circolo occulto post sovietico». La verità è che sai quanto costa la retta e quanti sacrifici fa la tua famiglia per mantenerti lontano da casa e allora pensi solo a studiare, a sperare che l’università farà il resto e che ti troverà un buon lavoro come ti ha promesso.

“Inserimento privilegiato nel mercato del lavoro” recitava uno slogan. Pubblicità e tanto fumo venduto e comprato dalla “classe dirigente del futuro”. Altro spot, altro fumo. Il preside di facoltà, invece di sminuire ingiustamente i suoi allievi, si concentri su di loro. Si batta per aprire le porte delle aule al merito e scacci il virus del fighetto che se va bene dà un esame all’anno, ma che in compenso dona anima e corpo all’organizzazione di feste degne di Hollywood. Ma bravi. E quanto costano quei balli? Chi paga? Quanto ci costano? Sponsor, certo, più iscritti a settembre, ovvio, moltiplichiamo gli studenti e a tutti sembrerà che la Luiss sia il top. Beh non è così. Il contributo dei bamboccioni al sostentamento dell’università sarà di sicuro superiore alla media, ma se questi diventano la maggioranza tutto implode. Ecco il vero problema.

Maffettone si concentri sulla retta unica che, senza distinguere i livelli di reddito, spezza le gambe e le aspirazioni di tanti ragazzi e che rischia di trasformare l’ateneo in un club esclusivo per damerini e bambolette. E poi la squadra di basket, calcio, rugby: altre spese. La sostanza resta poca, ma un grande successo di immagine.

Solo per chiarire. Esistono tanti studenti vecchi e meno vecchi che di politica vivono tutti i giorni e che hanno altri problemi da risolvere. Che diffidano delle chiacchiere da bar e di chi promette loro un futuro celeste. Prima di accusare gli studenti di essere bamboccioni tagliate tutto il tagliabile, abbassate la retta che raggiunge i dieci mila euro l’anno e poi riparliamone. Prima di incontrare Maffettone eri uno studentello all’ultimo anno di liceo, che della scuola e della vita in genere semplicemente se ne fregava. Ed era gratis. 

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