Go social: l’azienda guadagna

By Redazione

giugno 7, 2012 Cultura

GoWar è un’applicazione che utilizza il sistema di geolocalizzazione degli smartphone per inscenare battaglie, gestire le truppe e conquistare il proprio impero. Non molto diverso da Risiko, vero, ma la particolarità di GoWar è che i luoghi da conquistare sono reali: potreste ritrovarvi a combattere per occupare la Stazione Termini e schierare le vostre truppe in Piazza di Spagna, mentre qualcuno sta mettendo a ferro e fuoco casa vostra. La variabile fondamentale di un social game, spiega il fondatore di GoWar Francesco Mancusi, è: «l’algoritmo su cui è costruito», che «determina un diverso livello di importanza ai luoghi a seconda dei check-in o dei gradimenti (Mi Piace) lasciati dagli altri utenti. Il gioco è, infatti, basato sulla funzione “Luoghi” di Facebook, e sfrutta il profilo Facebook dei giocatori per stabilire le relazioni con gli altri giocator».

Nata da una start-up italianissima, la H-FARM Ventures, quest’applicazione è uno dei tanti esempi di come i social media possono davvero creare valore aggiunto in un’azienda. Mai sentito parlare di gamification? Se ne è discusso molto al Social Business Forum che si è tenuto a Milano lo scorso 4 e 5 giugno. Ray Wang, guru indiscusso del settore, spiega che: «La gamification descrive una serie di principi di design, di processi e di sistemi che sono usati per influenzare le persone, i gruppi e le community al fine di realizzare dei comportamenti e degli effetti desiderati. Ha avuto origine dall’industria dei videogame e molti di questi concetti pionieristici ora giocano un ruolo assolutamente cruciale nell’incentivare e nel gestire i comportamenti delle organizzazioni sia all’interno dei loro rapporti con i consumatori esterni sia all’interno delle aziende».

La H-Farm infatti, durante l’intera fase di realizzazione della nuova versione del gioco, Place Commander, ha coinvolto tutti gli utenti del gioco di strategia, registrando i feedback della community di GoWar per risolvere i problemi riscontrati dai player, le bad practice e dare spazio a suggerimenti e idee per migliorare le prestazioni di gioco. In questo modo l’esperienza dell’utente si arricchisce e l’azienda non può che trarne un sensibile valore aggiunto. Stefano Mizzella, Digital & Social Strategist di H-Ventures ha esposto sul palco del Social Business Forum questo nuovo progetto, sottolineando l’importanza della condivisione e del dialogo con gli utenti nel processo di creazione di un prodotto, soprattutto nel settore creativo.

In ambito di Visual Design ad esempio, i social media hanno avuto un ruolo centrale nella Next Design Challenge, un contest creativo lanciato dalla Porsche. Oggetto della sfida era la realizzazione di un oggetto di design che si ispirasse alla famosa Porsche 911: in palio, $20,000 oppure un anno di noleggio gratuito (ovviamente) di una Porsche 911. Il fortunato vincitore è stato l’ideatore di un asciugacapelli dalla curiosa forma di terminale di scarico Porsche che all’accensione ne riproduceva il caratteristico rombo di motore.

Inutile dire che il contest ha avuto una grande risposta di pubblico: 428 progetti ricevuti e più di 2.600 votazioni registrate durante la sfida. Chi si occupa di Social Business garantisce che un rinnovamento totale del modo di fare azienda che punti sul coinvolgimento dei clienti, partecipazione dei dipendenti e innovazione collaborativa possa essere la chiave di volta del successo di un’impresa, piccola o grande che sia. Ma, parafrasando una delle tesi del Social Business Manifesto, «Aprire una pagina Facebook è facile. Aprire le porte dell’azienda ed accogliere i clienti è difficile» (#52).

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