Fuoco incrociato su Chris Christie

By Redazione

maggio 31, 2012 Esteri

Botta e risposta sulle pagine del National Review e il New Jersey, o meglio, il suo governatore Chris Christie si ritrova al centro del fuoco incrociato repubblicano. A sei mesi dalle presidenziali, due giornalisti della testata newyorkese si interrogano sulla natura ideologica dell’uomo che nel 2009 riuscì a strappare ai democratici uno stato tradizionalmente blu.

I protagonisti del dibattito sono Andrew C. Mc Carthy e Noah Glyn. Il nome del primo mette in evidenza l’indole battagliera che lo contraddistingue, etichettando Christie come un abile politico, che non può essere considerato tuttavia un conservatore duro e puro. È un tough-talking conservative: come dire, solo chiacchiere e distintivo. Deciso a parole con i dem, ma debole nei fatti. La polemica emerge a seguito delle voci che vedrebbero Christie come una delle possibili scelte di Romney alla vicepresidenza.

Mc Carthy boccia l’idea. Un’ipotesi del genere “demoralizzerebbe più che eccitare la base” afferma in un suo recente articolo. Il giornalista parte da un semplice assunto: bisogna distinguere il job approval, tutt’altro che negativo, dai valori conservatori che il governatore si ritiene possa incarnare. “Non aiuterebbe il candidato alla presidenza con gli elettori più estremi che diffidano del candidato repubblicano alla presidenza”. Agli occhi di Mc Carthy, Christie è sopravvalutato e decisamente incline al compromesso con l’ala moderata dei democratici. La sua colpa più grave riguarda l’islam: “si è schierato contro la sorveglianza degli studenti universitari musulmani in New Jersey, dando del pazzo al capo della polizia e all’ex sindaco di New York Giuliani”. Come potrebbe convincere un conservatore che questa decisione non sia una critica alla legge antiterrorismo e un freno alla sicurezza nazionale?

Non è giusto, risponde Noah Glyn. Christie non si è opposto al programma a titolo definitivo, ha semplicemente voluto che venisse informato dalle forze di polizia sulle indagini in corso. Difende la Costituzione. Gli argomenti antichristie non finiscono qui. Quando nominò Sohail Mohammed, un musulmano americano, alla Corte Suprema del New Jersey, la blogger Pamela Geller scrisse “Il New Jersey, il Garden State, ha appena fatto il primo passo verso la sharia”. Troppo poco secondo Glyn per dubitare di lui: “Su queste basi è surreale considerare Christie favorevole all’integralismo.

Entrambi concordano sul fatto che sia un politico di grande talento. Ha fatto cose buone in uno stato fortemente democratico. Ha modificato la normativa sulle prestazioni dei lavoratori statali e sulle pensioni, favorendo un riequilibrio del bilancio pubblico e mettendo in ombra riforme conservatrici di altri stati, come quelle realizzate da Scott Walker nel Wisconsin. Ha proposto, inoltre, di ridurre le imposte sul reddito di dieci punti, si è opposto alla riforma sanitaria di Obama, alle nozze gay e ha tagliato i fondi per laPlanned Parenthood. 

“È certamente superiore alla media e ha il sostegno del 92% dei repubblicani nello stato” liquida Mc Carty: ma ciò non fa di lui un conservatore, né tanto meno un conservatore coerente. 

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