Il pasticciaccio brutto di Facebook

By Redazione

maggio 27, 2012 Esteri

Nessuno vorrà più dare l’amicizia a Morgan Stanley dopo lo strano flop dell’esordio della società Facebook in borsa. Tra le speculazioni e le denunce, sono anche partiti gli e inviti a non perdersi d’animo. Perchè in fondo Yahoo e Google iniziarono anche peggio di Facebook al loro esordio in borsa, e poi invece…

Per Facebook è accaduto, in buona sostanza, che quello che doveva essere l’affare del secolo si è rivelato un mezzo flop. Le azioni della società  sono state sottostimate proprio durante il processo di stima delle stesse, come scrive un informato articolo di Business Insider.

Che questo accada, per chi di borsa se ne intende, è un fatto singolare. La cosa interessante sarebbe capirne il motivo. Su cosa realmente si sia mosso dietro l’esordio in borsa del social network più famoso al mondo, pende un silenzio rotto solo da qualche indiscrezione degli addetti ai lavori.

Improvvisamente è accaduto che alcuni analisti hanno  pensato che Facebook potesse essere in declino. Morgan Stanley, JP Morgan e Goldman Sachs hanno tagliato le stime, comunicandolo verbalmente solo ai grandi investitori.

Ci si interroga su cosa può averli fatti ricredere. Al momento la versione più accreditata è che siano stati indotti tagliare lestime, probabilmente da qualcuno interno alla società. È la ragione che sembra più probabile. Pare logico, infatti, che soltanto qualcuno interno a Facebook potesse sapere che il valore delle azioni non sarebbe cresciuto di quanto inizialmente ed entusiasticamente previsto.

Nel frattempo, la domanda da parte dei piccoli investitori aveva raggiunto però un picco altissimo, uno dei più alti (se non il più alto) della storia. Facile intuire che, a differenza dei grandi investitori, non fossero stati avvisati del taglio delle stime.

Così, all’esordio in borsa, i grandi investitori erano disposti a pagare 32$ per azione; i piccoli, 40$. un bel divario, che la dice lunga sulla circolazione di informazioni.

Cosa succede a questo punto? Facebook e Morgan Stanley decidono di fissare il prezzo di lancio a 38$. Il prezzo fa gola soprattutto ai piccoli investitori, disposti a spendere anche di più. Il 18 maggio, la borsa si apre con le azioni della società vendute a 42$, ma nel corso della giornata il loro valore cola a picco. Morgan Stanley inizia a perdere, così abbassa ulteriormente il valore delle azioni, che si attesta ora intorno ai 31$.

Da 100 miliardi di euro, oggi facebook ne vale 83 miliardi. Bisognerà aspettare le prossime settimane per strapparsi i capelli o ritrovarsi in mano una vera fortuna.

Per approfondire l’argomento si consiglia la lettura dell’articolo di Henry Blodget su Business Insider

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