La crisi di Siena

By Redazione

maggio 22, 2012 politica

Le dimissioni a sorpresa dell’ormai ex sindaco di Siena Franco Ceccuzzi del Pd, ad appena un anno dall’inizio del suo mandato, rischiano di creare un terremoto non solo nella ricca cittadina toscana, vera e propria roccaforte rossa. Il primo cittadino della sede del Palio affida ad una nota le motivazioni della sua decisione: «Dopo aver profuso, fino a pochi istanti fa, un impegno incessante alla ricerca della continuità del mandato amministrativo – ha scritto Ceccuzzi – con rammarico devo prendere atto che, all’interno del Consiglio comunale, non esiste più la maggioranza uscita dal responso elettorale dodici mesi fa.

Per questo ho deciso di consegnare al segretario generale del comune di Siena le mie dimissioni da sindaco, per rispetto istituzionale di fronte ai cittadini e all’intera città». Nella giornata di ieri l’esponente del Partito democratico avrebbe dovuto portare in Consiglio il bilancio consuntivo 2011 dell’ente, già bocciato una prima volta lo scorso 28 aprile con i voti contrari, determinanti, di sette esponenti del suo stesso partito: sei dell’area ex Margherita e uno vicino alla Cgil. Le indicazioni emerse nei giorni scorsi erano quelle di un nuovo voto contrario al provvedimento da parte dei “dissidenti” democratici e dunque il sindaco ha preferito giocare d’anticipo e togliere, a sorpresa, il disturbo. Consiglio comunale che comunque si è svolto e che è servito a Ceccuzzi per spiegare che che il suo anno era stato improntato alla discontinuità.

«Al cambiamento rispetto a una città che era stata autarchica e autosufficiente. La città conosce i volti dei politicanti traditori che oggi spalancano le porte al commissario». Al termine del suo “ultimo” discorso da sindaco “bianconero” Ceccuzzi è stato lungamente applaudito. Il Pd senese, intanto, ha annunciato che è stato presentato un esposto alla commissione dei garanti del partito contro i 6 dissidenti. Il segretario del Pd di Siena, Giulio Carli, ha anche chiesto al gruppo regionale le dimissioni del consiglio regionale Alberto Monaci, giudicato «la regia politica della caduta di Ceccuzzi».A causare le divergenze all’interno del partito, le coperture del bilancio, ritenute incerte dai contrari al provvedimento, ma tra il sindaco (ex Ds) e l’area ex Dl c’erano stati anche attriti sulle nomine per la Banca Mps. Il Comune, infatti, insieme alla Provincia nomina 13 dei 16 consiglieri della Fondazione Mps che a sua volta controlla il 36,5% del Monte dei Paschi.

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