Il Pdl riparta dalle primarie

By Redazione

maggio 22, 2012 politica

Prendi una gran sberla dalle urne e hai due strade da percorrere. La prima è chiuderti a riccio con i quadri del partito, leccarti le ferite, prepararti a contrastare gli attacchi di chi chiederà la tua testa, cooptare qualche faccia nuova tanto per fare una finta di cambiare qualcosa e, poi, trovare qualche scusa o, meglio ancora, qualche capro espiatorio. Sperare così che passi la nottata e che si possa tornare a riempire gli elettori di chiacchiere, come nulla fosse accaduto.

Ma questa è la via che Angelino Alfano non può permettersi di percorrere. Purtroppo o per fortuna il Pdl e i suoi leader, questa volta, sono costretti ad imboccare la seconda via. Sempre che abbiano intenzione di non sparire dall’offerta politica del Paese. Perché sia chiaro: il centrodestra è maggioranza strutturale nel Paese. Se il Pdl non riuscirà ad interpretare il proprio elettorato, scomparirà e arriverà qualcun altro in grado di raccattarne l’eredità elettorale. E’ accaduto alla Dc, figuriamoci se non può accadere con il partito di Berlusconi senza Berlusconi. Se si vuole che il gioco continui, dunque, Alfano ha solo la seconda opzione. Che, ovviamente, è quella di rimettersi davvero in discussione, uscire dal castello, togliersi l’armatura, consultare e coinvolgere i cittadini. Perché solo cedendo un po’ di potere, potrà ottenere in cambio una nuova legittimazione e una nuova autorità: per decidere, scegliere, governare.

Non dovrebbe essere troppo difficile da capire perché, quando la seconda via è stata seguita, il Pdl ha spesso raccolto buoni frutti. Anche in questa disgraziatissima tornata amministrativa. Saranno tutte coincidenze, per carità. Il Pdl questa volta ha vinto davvero in pochi comuni. In una buona percentuale dei casi però ha vinto proprio dove aveva scelto di fare le primarie. Prendiamo Frosinone: l’unico comune di una certa rilevanza che il centrodestra è riuscito a strappare agli avversari. Là Nicola Ottaviani era stato scelto con le primarie quest’inverno. Prendiamo le due vittorie pugliesi di Trani e Lecce: anche in quei casi il nome dei candidati era uscito dalla consultazione della base.

Il neo sindaco di Trani, Luigi Riserbato, è stato scelto come rappresentante del centrodestra dopo un duello all’ultimo voto contro Giuseppe Di Marzio. Alle consultazione hanno votato più di 8.500 elettori, il triplo di quanti avevano partecipato alle primarie del centrosinistra che si erano svolte in autunno. A Lecce, invece, le primarie avevano consacrato il sindaco uscente Paolo Perrone: oltre 17mila elettori si erano presentati ai seggi per scegliere il candidato Pdl. La maggioranza delle esperienze vittoriose di questa consultazione di metà maggio, insomma, è stata preceduta da vere e proprie feste della partecipazione popolare. La strada, per chi la vuole vedere, è tracciata.

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