La tassa sulla Coca Cola

By Redazione

maggio 17, 2012 economia

Una nuova tassa per educare il popolo. Il governo dei professori, nella persona del ministro della Salute Balduzzi, ha proposto una nuova tassa di 3 cent per ogni lattina di bevanda gassata, per «promuovere migliori stili di vita alimentari». Il ministro è convinto che la tassa «non crea problemi ai consumatori né ai produttori». Una stupidaggine per due motivi: se per i consumatori non è un problema pagare le bibite 3 cent/lattina (9 cent al litro) in più, ci avrebbero già pensato i venditori ad aumentare il prezzo; se effettivamente la tassa non crea problemi ai produttori, cioè non riduce le vendite di bibite gasate, è inutile. Se tutta la questione sul junk food si riduce ad un problema di costi per la sanità, bisognerebbe dimostrare l’impatto delle bibite gassate sull’obesità e quantificarne il costo.

Se a consumare bibite gasate sono i normopeso, non si capisce perché dovrebbero pagare una tassa anche se il loro stile di vita non comporta costi aggiuntivi sul sistema sanitario. Per seguire la logica perversa dei “professori”, dovrebbero essere solo gli obesi a pagare la tassa sul junk food, magari con proporzionalmente al loro peso. Ma gli obesi attraverso le loro tasse pagano già per usufruire della sanità, si dovrebbe dimostrare che la loro condizione comporta un costo aggiuntivo rispetto ad esempio ai cardiopatici o ai diabetici. Se si vuole creare un sistema sanitario legato agli stili di vita bisognerebbe cambiare completamente sistema e permettere agli obesi di detrarre dalle loro tasse i costi sanitari che finanziano le spese dei fumatori e i fumatori dovrebbero poter fare lo stesso per le spese sanitarie che curano malattie causate dall’alcol. Ma se guardiamo al livello di tassazione e di spesa pubblica italiane, è evidente che lo stato dispone di tutte le risorse necessarie e anche più per perseguire tutte le sue nobili battaglie per il “bene comune”.

Ciò che preoccupa di più non è il tentativo del governo di sottrarre, secondo le sue stime, altri 250 mln ai cittadini, ma l’ideologia che ne giustifica il prelievo. Il danno sarebbe limitato se lo stato in difficoltà chiedesse l’ennesimo sacrificio per riparare ai danni che ha causato, il problema è che chiede questi soldi per il “nostro bene”. E visto che l’interessarsi al nostro bene è direttamente proporzionale ai soldi che pretende, è razionale immaginare che non la smetterà, almeno fino a quando i cittadini continueranno supinamente a pagare. Le parole definitive sul tema le ha pronunciate qualche giorno fa il giovane portavoce del Tea Party Italia, Giacomo Zucco, a Servizio Pubblico di Michele Santoro: «Lo stato spendaccione, lo stato irresponsabile deve sempre cercare dei capri espiatori.

Il problema è che lo stato è un drogato che prende troppi soldi e bisogna semplicemente chiedergli di smettere». Non è razionale pensare che la smetta da solo, la campagna ministeriale contro l’obesità ha tutte le giustificazioni ideologiche per tassare ulteriormente gli alcolici per i danni epatici, il burro per il colesterolo, il sale per le malattie cardiovascolari, lo zucchero per il diabete, le carni rosse che aumentano le possibilità di cancro, l’aerofagia che immettendo gas nell’aria aumenta l’effetto serra e anche il sesso orale che secondo alcune ricerche causa tumori all’orofaringe.

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