Country rock nell’Himalaya

By Redazione

maggio 15, 2012 Esteri

Driving and day dreaming don’t go together. On a bend go slow friend. Horn is to honk please use it on my curves. Pee Pee Don’t sleep! After risky driving risky. If you’re married divorce speed. Don’t gossip let him drive. Speed is a knife that cuts life.

I versi di una canzone inedita di Bob Dylan? Magari per una campagna di sensibilizzazione sociale sulla guida. O magari dei Beatles primo periodo, quando scrivevano quelle frasi forse un po’ sconnesse ma particolarmente attraenti, dal sound sperimentale ed efficace. Niente di tutto questo. Sono i cartelli stradali della Border Roads Organization (BRO), India, nelle strade di confine che dalle pendici dell’Himalaya si arrampicano fin oltre i 5.000 metri della Grande Montagna. Potrebbe suonare originale questo stile vagamente vecchio country rock americano, funzionerebbe anche in una canzone. Eppure lì, quei cartelli stradali ci sono da oltre 50 anni e ce ne hanno di tutti i tipi.

Per lo più scritti a mano con la vernice nera e gialla su grandi pietre scolpite lungo la strada, la BRO da sempre utilizza questo stile estremamente semplice nella regolamentazione urbana, giocando con un ruolo fondamentale, sin dai primi anni d’indipendenza, nel collegare un paese tanto grande e dispersivo come l’India, settimo al mondo per estensione geografica. Kashmir to Kanyakumari India is One. God made Ladakh and we connect it to the rest of the world.

Altre vecchie scritte ricordano la ragion d’essere del grande lavoro svolto dall’Organizzazione, il cui personale, composto sia da civili, per lo più ingegneri, che da militari, si è guadagnato, in 12 anni di lavoro (dal 1960), l’appellativo di mountain tamers, i “dominatori della montagna”. Welcome to tough and free the Mountain Tamers, si firmano. Ma questi sono solo alcuni dei modi in cui cercano di rinfrancare l’animo del viaggiatore tra i picchi. Non mancano perle di saggezza e consigli di vita, nel pieno stile che tanto contraddistingue la ricca e profonda cultura di quelle zone. Mountain are pleasure only if you drive with leisure. Service to man is prayer to God. Smile and the world smiles to you. All blood are same, love each other. If you sleep your family will weep.

Scritte a dir poco assurde per una regolazione stradale occidentale, ma  decisamente efficaci, oltre che senza dubbio caratteristiche, specchio della profonda cultura e tradizione di un paese il cui motto nazionale recita “La verità porta sempre alla vittoria.” (Qualcosa che nei nostri moderni e tanto democratici paesi dimenticano di insegnarci sin da bambini, facendoci crescere con tutt’altre priorità e prospettive. Non appartiene alla nostra cultura, no.)

E pensare che tutto iniziava negli anni ’50, quando l’India, indipendente dal Regno Unito dal 1947, intraprendeva un percorso di consolidamento e apprendimento amministrativo, su come si potesse migliorare la vita di una così numerosa popolazione, allo stesso tempo coltivandone i sentimenti nazionali e di amore verso il prossimo. Con l’attuale super sviluppo conosciuto dalla Repubblica Federale (ormai da anni in pieno diritto nei BRICs) è prevista una forte evoluzione delle infrastrutture urbane, anche se si rischia che la grande cultura del Paese lasci spazio al il capitalismo galoppante e competitivo del paese.  Ma un’ultima citazione appare scritta sulla roccia gialla: Simplicity is the peak of civilization, di Jessie Sapter, educatrice, poetessa, e pionera sionista americana. Con questa consapevolezza, nulla può cambiare. Almeno non drasticamente. 

Probabilmente sarà difficile anche per la BRO cambiare il suo stile saggio e profondo country rock. Magari su pannelli luminosi ultima generazione e con scritte lampeggianti in autostrada, ma il genere rimarrà sempre lo stesso. Risultato? Un contrasto di luci e parole che ti faccia apprezzare la vita, e magari goderti di più il viaggio.

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