Pdl: sulle tasse serve una strategia

By Redazione

maggio 11, 2012 politica

Cresce in tutto il paese la protesta contro il costante e progressivo aumento della pressione fiscale. Un tema sul quale il Pdl arriva in ritardo. Una fatica che potrebbe segnarne le future sorti elettorali. È qualche mese che un nutrito drappello di parlamentari e di dirigenti locali invita il partito ad intercettare quella rinnovata voglia di riforme liberali che serpeggia nel paese. La stessa che costituì il volano della discesa in campo di Berlusconi. Un invito ancora non recepito dai vertici di via dell’Umiltà. Che continuano nel portare avanti una sterile battaglia di rivendicazione del provvedimento di abolizione dell’Ici, e si rimpallano con il governo le responsabilità sul gran numero di suicidi determinati dal fallimento e dalla chiusura di tante imprese.

Anche la batosta subita alle amministrative non sembra aver contribuito a modificare la rotta seguita da Angelino Alfano. L’assemblaggio di una nuova (ennesima) area dei moderati di cui si parla in questi giorni dopo lo smarcamento di Pierferdinando Casini dal Terzo polo, rischia di essere percepita come l’ennesima alchimia di Palazzo. Difficilmente riuscirà ad intercettare uno scontento nei confronti dell’aumento della pressione fiscale (non accompagnato da adeguate norme per lo sviluppo) che sta assumendo proporzioni inquietanti. E pericolose. Solo nella giornata di ieri, a Napoli una manifestazione contro Equitalia è degenerata in numerosi episodi di violenza, mentre a Roma è stato recapitato un pacco bomba proprio alla sede generale della società. A Viterbo, invece, un funzionario della locale Agenzia delle entrate ha ricevuto una telefonata nella quale tutti gli impiegati della sede sono stati minacciati di morte.

Il partito di Alfano fatica ad incanalare in precise e legittime istanze politiche una situazione che, se priva di risposte da parte della politica, rischia di avere sviluppi tanto imprevedibili quanto preoccupanti.

I dirigenti azzurri sembrano non averlo ancora capito. La preoccupazione di oggi sembra piuttosto quella di cercare di arginare il dilagare del Movimento 5 stelle. Secondo un sondaggio Spincon realizzato per L’Opinione, un terzo dei grillini prima delle ultime amministrative votava per il partito di Berlusconi. Se ne è accorto Guido Crosetto, che su Twitter si è augurato che «Parma possa diventare il laboratorio amministrativo del M5s». Anche Roberto Formigoni si è detto «interessato a dialogare» con gli elettori di Grillo.

Ma se il Pdl spera di ripartire limitandosi a inseguire il voto di protesta, la strada per rilanciarsi è ancora lunga.

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