Un galeotto umilia Obama

By Redazione

maggio 10, 2012 Esteri

Numero di matricola 11593-051. Carcere federale di Texarkana, nordest del Texas, a 175 chilometri da Dallas, a un passo dal confine con l’Arkansas. Lui si chiama Keith Judd. È un criminale bianco, ha 53 anni e sta scontando diciassette anni e mezzo per estorsione e minacce all’università del New Mexico. Se tutto va bene sarà fuori tra un anno. Ma nessuno scommette seriamente su una sua redenzione.

Intanto, però, per passare il tempo, ha deciso di presentarsi – contro il presidente uscente Barack Obama – alle primarie democratiche della West Virginia. Risultato: un trinonfo. E un’umiliazione per Barack. Il 41% del Mountain State ha votato per Judd: 72mila preferenze, tantissimo se paragonate alle 106mila del presidente. Judd ama Mozart, il bowling e ha abbracciato da qualche anno la religione rastafariana. Ha lavorato dal 1976 al 1982 presso la International Federation of Super Heroes, un’organizzazione che aiuta “uomini eccezionali” a trovare la loro strada in questo mondo. In tempi di crisi come questi avrebbe tutte le carte in regola per competere alle presidenziali: ci sarebbe bisogno di un super eroe alla Casa Bianca, ma la verità è che ai democratici conservatori Obama proprio non piace. E non è antipatia “a pelle”, anche se il 20% dei elettori in West Virginia cita la razza come fattore determinante nel sostegno a un candidato. La gente è scontenta.

Dai matrimoni gay alla sanità, passando per l’energia, la politica assistenziale dell’attuale amministrazione non piace a chi tradizionalmente diffida dello stato federale. In effetti, quanto accaduto in West Virginia è solo l’ultimo motivo di sofferenza per gli uomini di Obama, un po’ come accadeva per la macchina elettorale dei Kennedy all’inizio degli anni ’60. Non dimentichiamo che Jfk strappò il sud a Nixon esclusivamente grazie Lyndon Johnson. Senza andare troppo indietro negli anni, si tenga presente che nel medesimo stato nel 2008, il candidato repubblicano McCain ottenne più voti di Bush quattro anni prima.

Gli elettori del West Virginia non sono gli unici a dire no ad Obama durante le primarie di marzo. In Oklahoma, l’anti-abortista Randall Terry ha ottenuto il 18%, un avvocato del Tennessee, John Wolfe, ha incassato quasi 18mila voti in Louisiana. In Alabama, quasi il 20% degli elettori democratici ha scelto l’astensione. Ronnie Brown, un elettricista di Cross Lane, intervistato fuori dal seggio elettorale ha dichiarato: «Non vado a votare per un galeotto. Io voto contro Obama». Judd non parteciperà formalmente alla campagna elettorale, ma chiamatelo outsider. Se lo è meritato.

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