Lo spettro Santanché

By Redazione

maggio 7, 2012 politica

Su “la Repubblica” del 7 maggio ne sono convinti: Pdl in crisi, leadership di Alfano in crisi, Berlusconi certo del “bisogna cambiare”. Cambiare per andare dove ancora non si sa. Probabilmente sfilarsi dalla maggioranza che sostiene il governo Monti, giungere all’appoggio esterno, quel “vedo non vedo” tipico di una certa politica italiana che ricorda diatribe da pentapartito, manuali Cencelli e posti di vertice giocati in plenari congressi di partiti, quei congressi con i palchi enormi, scenografie gigantesche e uomini che apparivano piccoli piccoli, un nulla dentro a quelle macchine politiche che hanno fatto l’Italia della Prima Repubblica.

Erano tempi di leader importanti riconosciuti popolarmente, altro che sondaggi su sondaggi. E proprio dai sondaggi è uscito fuori che Alfano è in caduta libera, mentre uno spettro si aggira nel Pdl: Daniela Santanchè.  La donna tutta d’un pezzo (e se lo rivendica con orgoglio) sarebbe, secondo le stime citate da Carmelo Lopapa, prima tra le donne per gradimento nel Pdl e nei primissimi posti del gradimento tra tutti gli esponenti del partito di Berlusconi. La Santanchè in effetti, e non a caso, è una delle paladine dell’appoggio esterno al governo tecnico, la sopraccitata formula su cui l’ex premier vorrebbe spendersi. E allora si va giù di scenari tragicomici, l’immaginazione supera la realtà.

C’è chi vede già pronto il duello televisivo Santanchè-Vendola, con la candidata del centrodestra atta a limarsi le unghie e a fare smorfie mentre il pugliese parla di narrazioni e senso della vita. C’è chi addirittura se la immagina pronta a ricevere i leader stranieri sotto i consigli di Silvio, parlando di economia e costruzioni del percorso europeo, facendo battute e mostrando il dito medio a qualunque contestatore (chi se lo ricorda?) mentre la Merkel non comprende come sia possibile, Hollande si gira dall’altra parte e Rajoy le fissa il fondoschiena. L’Italia viene da anni di calante credibilità internazionale anche per alcune “eccentricità” del suo ex premier: non vorremmo pensare a cosa potrebbe accadere con la Santanchè a capo del governo, pensando soprattutto alla rozzezza politica del personaggio in questione. Sappiamo che le primarie non piacciono a via dell’Umiltà, ma forse è il caso di rivedere alcuni meccanismi per la selezione dei candidati. Vorremmo evitare di ritrovarci presto ad essere visti come lo zimbello dell’Ue.

Con i sondaggi forse si può azzeccare qualche mossa elettorale, ma di certo non si possono ottenere automaticamente né la competenza necessaria per affrontare certi compiti, né il rispetto politico di chi ci accompagna, e ci accompagnerà, tra i sentieri della crisi economico-istituzionale europea. A meno che non si voglia affossare volontariamente il disegno continentale, portandosi però appresso il canto del cigno per il partito del predellino.

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