I forconi vogliono il sindaco

By Redazione

maggio 4, 2012 politica

Rossella Accardo, 24 agosto 1956, architetto. Forse vedova. Il marito Antonio Maiorana è scomparso insieme al figlio Stefano nel 2007: la classica passeggiata fuori casa con l’altrettanto usuale “ci vediamo tra mezz’ora”. Qualcuno dice che siano scappati in Spagna, altri in Colombia. Alla base sembrerebbe esserci una storia d’amore del padre con una donna straniera. L’altro figlio, Marco, muore nel 2009: depresso per le vicende familiari, quasi sicuramente un suicidio. Una morte orribile per un ventiduenne che si lancia da un balcone. Al funerale, raccontano le cronache dell’epoca, le famiglie sono distanti in chiesa. Da una parte Rossella e i genitori, dall’altra i nonni paterni.

Il caso Maiorana è ancora “attivo” sul sito di Chi l’ha visto: un caso irrisolto da cinque anni. Rossella Accardo vive in questa difficile situazione la sua candidatura alle elezioni palermitane. È infatti candidata per la lista del Movimento dei Forconi. Non è nuova alla politica, la 56enne aspirante sindaco: ha alle spalle una lunga militanza nel Fronte Nazionale Siciliano – Sicilia Nazione di Pippo Scianò. L’Fns è stato fondato nel 1964 e non si è mai inquadrato politicamente: basti pensare che alle regionali del 2006 appoggiò Cuffaro e alle amministrative di Palermo 2007 si apparentò con Orlando. Obiettivo del Fronte è l’indipendenza statutaria della Sicilia, da riconoscere come nazione indipendente. Ma l’Fns rifiuta qualunque attributo “razzista” al suo essere indipendente.

È un autonomismo economico che punta alla coesione del “popolo siciliano”, visto come entità unica ed indivisibile: non ci sono destre o sinistre, ma solo denunce di sprechi e un continuo richiamo alla Sicilia come regione vittima dei poteri forti. Rossella Accardo viene da qui, un insieme di elementi che sembrano propri dei leghisti del Veneto ma anche il Movimento Cinque Stelle. E i Forconi? Il movimento assurto a protagonista delle cronache neanche sei mesi fa ha evidentemente corretto il tiro. Non più “basta politica” e i tanti insulti in stile Grillo, bensì una revisione in senso “referendario” della politica. Cosa significa? È l’idea di un sindaco eletto dal popolo che parla direttamente col popolo, senza intrallazzi di potere, senza giunte in mezzo alle scatole.

La figura di un sindaco quasi l’egibus solutus, unicamente condizionato dalle continue consultazioni popolari. Nel programma di Accardo la locuzione “consultazione popolare” ricorre più volte, così come ricorrono anche altre proposte particolari, come quella dell’istituzione di una moneta autonoma siciliana che – non ce ne vogliano i lettori siciliani – al momento sembra un azzardo estremo date le condizioni dell’economia europea e dell’isola. Non se ne era avveduto nessuno ma i Forconi, un insieme di camionisti, contadini e altre categorie in difficoltà per la crisi, da persone piuttosto arrabbiate e irascibili (tanto da giungere più volte allo scontro con le forze dell’ordine) sono diventate un coacervo di studiosi di democrazia diretta e di monarchie assolute: ora il tutto è nelle mani dell’incontro tra Pericle e Hobbes. L’unica certezza è la confusione, questa sì, direttamente regnante.

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