Cielle rompe il silenzio

By Redazione

maggio 1, 2012 politica

“Comunione e Liberazione non ha mai preso tangenti da Finmeccanica, né da altri”. Dopo le accuse e le citazioni sparpagliate tra web e carta stampata, arriva la posizione ufficiale del movimento fondato da don Giussani. Un comunicato lungo una pagina e denso di indignazione, dato alle stampe giovedì scorso e inoltrato alle agenzie. Integrato, poi, da una lettera del portavoce Alberto Savorana al Corriere della Sera.

Da alcuni mesi, scrive l’ufficio stampa di via Porpora, il nome di Cl è associato “a vicende politico−giudiziarie di suoi appartenenti o di persone che hanno rapporti con alcuni di essi, in una continua identificazione del movimento nel suo insieme con le responsabilità di singoli”. Si fa riferimento pure ad un’intervista rilasciata da don Carròn in gennaio al quotidiano di via Solferino, per poi giungere al tema più caldo. Con le tangenti pagate da Finmeccanica, così come raccontato da un ex dirigente dell’azienda, “Cl non c’entra nulla”. Nel frattempo però, “l’infamante accusa è stata lanciata. Quali saranno le conseguenze sull’opinione pubblica? A questo punto ci domandiamo: come impedire il linciaggio mediatico?”.

La presa di posizione è netta, ancor di più la conclusione. “Il peso di menzogne contro un’esperienza che tanti − anche autorevolmente − riconoscono come «una risorsa per il nostro Paese» sta assumendo il volto di un calvario che sinceramente pensiamo di non meritare. In ogni caso, è stato dato mandato ai legali di tutelare l’onorabilità di CL”. Mentre si attendono gli sviluppi delle inchieste che lambiscono Regione Lombardia, Lega Nord e Finmeccanica, Cielle è stata costretta a rompere il silenzio, onde evitare di pagare il prezzo mediaticamente più alto in un panorama confuso che ha visto telecamere e taccuini intenti a sondare la realtà ciellina dalla pancia fino ai vertici. Una rincorsa forsennata, a volte in bilico tra retroscenismo e approssimazione, che ha creato qualche incidente di percorso. 

Comecon l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, un passato nel movimento, intercettato dai giornalisti a margine di un convegno e subissato di domande su Formigoni, Finmeccanica e Cl. “Che ne so io di Comunione e Liberazione? – la risposta del cardinale – Io mi occupo delle Chiese di Dio, se volete sapere di Cl o Formigoni chiedete agli interessati”.

Qualche giorno prima, in occasione degli esercizi spirituali di Cl, un esercito di inviati convergeva a Rimini per seguire il ritorno di Formigoni “tra la sua gente”. Quella gente è stata poi interpellata all’uscita dai momenti di preghiera per testare il polso della base sulle vicende lombarde. Eppure i giornalisti, in particolare il reporter del Fatto Quotidiano, si sono scontrati con “tanti silenzi difficili da interpretare”, bocche cucite che però non nascevano da imbarazzi di sorta, ma da un gesto di riflessione richiesto ogni anno all’uscita dai saloni fino all’arrivo in albergo. Roba di religione e spiritualità, che con la cronaca politica c’entra poco o nulla.

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