Sondaggi: le medie di NotaPolitica

By Redazione

aprile 29, 2012 politica

Come ogni lunedì torniamo con la nostra “hit parade” politica: le medie dei sondaggi realizzati dalle principali società di rilevazione italiane. I dati di questa settimana confermano solo in parte – e limitatamente al centrodestra – il trend negativo registrato dalle coalizioni e dai partiti maggiori nella scorsa settimana, anche se le percentuali variano meno sensibilmente rispetto a sette giorni fa. L’alleanza che si era presentata unita alle ultime elezioni, guidata dal Pdl, perde lo 0,3% e scende dal 32,2% al 31,9%. Dalla parte opposta il centrosinistra arresta la sua discesa e, se la settimana scorsa il Pd perdeva quasi un punto percentuale (-0,8%), oggi mostra segni di lieve ripresa o comunque di un assestamento. Guadagna lo 0,1%, passando dal 26,1% al 26,2%, e la coalizione riflette esattamente lo stesso andamento (+0,1%), attestandosi al 44,7%. 

Diverso il discorso per il Terzo Polo (12,9%) che continua a crescere proporzionalmente rispetto alla scorsa settimana, confermando un +0,3%, e che migliora soprattutto grazie ai risultati del suo partito maggiore, l’Udc. Per quanto riguarda le coalizioni non resta che citare i pirati dell’antipolitica, gli indipendenti, i partiti extraparlamentari che fanno rumore e che conquistano gli elettori più amareggiati. Primo tra loro, al 6,2%, è il M5s (+0,1%) – sigla che sta per Movimento Cinque Stelle, ma che si firma Beppe Grillo. Il secondo è quello che una volta si chiamava Partito Radicale, la Lista Bonino-Pannella (+0,1%), che non si può ridurre ad acronimo e che si attesta all’1,3%. Insieme guadagnano lo 0,2%, continuando a crescere e toccando quota 7,5%. Sono due forze che, se sommate, superano oggi la corazzata leghista di un punto percentuale tondo.

Passiamo all’analisi dei singoli partiti, muovendoci proprio dal Carroccio (6,5%) che perde appena lo 0,1%, segno che le cariche lanciate da Salvini, Cota e Maroni negli ultimi giorni hanno placato gli animi dei delusi. Chi si è sentito tradito dalla famiglia Bossi li ha abbandonati, gli altri restano uniti, pronti alla battaglia elettorale. Il Pdl (-0,1%) perde lo smalto della scorsa settimana – che lo aveva consacrato come l’unica grande forza a non cedere alla crisi – e scende al 22,8%, mentre continua a crescere La Destra (+0,1%) incassando quanto lasciato per strada dal Popolo delle Libertà. Storace si attesta al 2,1%. I partiti minori (0,5%) legati al centrodestra perdono lo 0,2%.

Tra i partiti del Terzo Polo quello che si distingue in maniera netta, come detto, è l’Udc (7,6%). Guadagna lo 0,2%, quanto necessario per far crescere la coalizione, considerando che nessuno dei suoi alleati riesce a fare di meglio. Fli resta stabile al 4,4%, dopo le discrete performance delle settimane precedenti, così come l’Api. Mpa, allo 0,4%, cresce anche se di poco (+0,1%). 

A sinistra, tralasciando i dati relativi al Pd – di cui si è già parlato – l’unico schieramento a perdere qualcosa è l’Idv di Di Pietro (-0,1%) che passa dal 7,7 al 7,6%. La Federazione delle Sinistre e Sel non registrano alcuna variazione e le ritroviamo dove le avevamo lasciate: rispettivamente al 2,3% e al 6,9%. Guadagnano lo 0,1% l’accoppiata Psi e Verdi. A lunedì.

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