Pd: voglia di congresso

By Redazione

aprile 26, 2012 politica

L’elettorato del Partito Democratico ha una gran voglia di celebrare un Congresso Nazionale prima delle prossime elezioni politiche. Le dimissioni di Silvio Berlusconi da Presidente del Consiglio, l’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Monti, l’uscita di scena di Umberto Bossi, la nascita del Terzo Polo: troppe cose sono cambiate perché quello che potrebbe diventare il primo partito italiano non si fermi un attimo a riflettere. L’indicazione – netta: quasi un plebiscito – arriva dall’ultimo sondaggio Spincon.it per il magazine online di area Pd Qdr (Qualcosa di Riformista).

Alla domanda “Dopo l’uscita di scena di Berlusconi e Bossi e la nascita del Terzo Polo, lei pensa che il Partito Democratico debba celebrare un nuovo congresso nazionale per scegliere la propria linea politica?” ben il 65,7% degli elettori del Pd ha risposto sì, contro un 29,7% di contrari (forse per evitare ulteriori divisioni) e un 4,7% di intervistati che non ha un’opinione in merito. Un dato abbastanza sorprendente e che dimostra come la linea politica di qui alle prossime elezioni politiche sia tutt’altro che definita. Un’impressione che è ampiamente condivisa anche da chi vota altri partiti del centrosinistra nazionale. Per il 64,5% di chi dichiara di scegliere Pd, Sel, Idv o Rifondazione Comunista il partito di Bersani dovrebbe celebrare rapidamente un congresso mentre solo il 25,4% sarebbe contrario.

Spincon.it ha poi chiesto agli elettori del centrosinistra e del Pd in particolare di esprimersi anche con riferimento alle future alleanze, argomento che potrebbe (dovrebbe) essere quello centrale in caso di un prossimo congresso programmatico. Tra gli elettori del Pd i numeri sono abbastanza equilibrati: il 35,6% degli intervistati preferirebbe andare da solo, rinverdendo la “vocazione maggioritaria” di veltroniana memoria, il 33,3% sceglierebbe un’alleanza con Idv e Sel sulla scia di quanto avviene in molte elezioni amministrative e un consistente 31,1% abbraccerebbe Casini, Fini e Rutelli e si schiererebbe decisamente con il Terzo Polo.

Se prendiamo invece in considerazione l’opinione dell’elettorato genericamente “di sinistra” (Pd, Idv, Sel e Rifondazione Comunista) lo scenario cambia radicalmente. Il 52,4% degli intervistati preferirebbe un Partito Democratico alleato con Idv e Sel, segue l’ipotesi di alleanza con il Terzo Polo al 24,1% mentre “solo” il 23,5% degli elettori di centrosinistra voterebbe un Pd che si presenta in solitaria.

L’ipotesi di un Pd alleato con i suoi classici compagni di viaggio appare oggi ancora la più performante dal punto di vista elettorale. Tuttavia è impossibile non considerare come uno scenario di questo tipo venga vissuto come una forzatura da due terzi degli elettori del partito e che, nonostante i rischi evidenti che una corsa solitaria presenterebbe, la maggioranza relativa del popolo democratico è ancora propensa a rifiutare ogni tipo di alleanza. 

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