No al divieto della mortadella

By Redazione

aprile 24, 2012 Cultura

Si può scherzare su tutto a Bologna. Ma non sulla mortadella o sulle tagliatelle. Nasce cosi la rivolta contro il decalogo nutrizionista dettato dalla Regione Emilia Romagna per le mense scolastiche. Una lunga lista di cibi proibiti a bambini della scuole, dettata non da medici e specialisti nell’alimentazione giovanile, ma dallo stato. Sotto accusa è finita così la delibera in cui, di fatto, si intima alle scuole di evitare salumi come mortadella o salame, la pasta all’uovo e i succhi di frutta.

La rivolta dei genitori ha trovato sponda in Gianguido Bazzoni, consigliere regionale del Pdl, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta Errani sulle linee guida per le mense scolastiche approvate dalla Regione. Secondo Bazzoni infatti, la delibera non ha senso: si tratta di “un elenco di buoni e cattivi dove si mette al bando buona parte della nostra tradizione e delle nostre eccellenze agroalimentari, un assurdo se consideriamo che da una parte sponsorizziamo i nostri prodotti nel mondo e dall’altra ne sconsigliamo vivamente il consumo ai nostri figli”.

Tra l’altro, insiste l’azzurro, sono “indicazioni alimentari che spesso sono in contrasto con le diete che gli stessi pediatri consigliano anche a bambini di un anno”. Bazzoni chiede dunque alla Giunta Errani una “modifica profonda nel tenore e nella lettera della delibera”, se non altro perché rappresenta quasi “un’invasione di campo” nei confronti dei “servizi resi dai nutrizionisti ad Ausl e Comuni”. Il che, sostiene l’esponente del Pdl, “sta a significare due cose: o che fino ad oggi non hanno fatto bene il loro lavoro oppure che la Regione ha esagerato nel dettagliare quelle che dovrebbero essere linee guida”.  Insomma visto che paghiamo fior di nutrizionisti, delle due l’uno: o li licenziamo (e risparmiamo denaro pubblico) oppure li lasciamo lavorare dedicando il lavoro della giunta regionale a risolvere problemi veri sui quali, magari, ha anche una vera competenza. Anche perché, secondo l’esponente del Pdl, “nelle tabelle che vengono proposte vi sono anche imposizioni imprecise, contraddittorie e irragionevoli, come l’avversione alla mortadella, ai succhi di frutta, al the, alla pasta fatta in casa, alle conserve alimentari come legumi, sgombri o sardine in scatola”.  

Ma Bazzoni fa riferimento anche alla “concessione del prosciutto magro dolce (o è magro o è dolce) e la non concessione di fiocchi di cereali con il cioccolato. In compenso ci si può abbuffare di cous-cous e bere abbondantemente karkadè di mussoliniana memoria”. Conclude Bazzoni: “Nessun francese si sognerebbe mai di mettere al bando lo champagne solo perché’ contiene alcool e nessun norvegese il salmone solo perché è grasso”.

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