Peggio Lusi del Trota

By Redazione

aprile 20, 2012 politica

Quelli della Lega saranno pure un branco di imbroglioni, così come sono ridicoli ed antipatici con le loro bruttissime camicie e cravatte verdi e con i riti pseudopagani dell’acqua delle fonti del Po, per non parlare di facce come quelle del Trota e di Calderoli. Ma non sono così imbroglioni come quelli che all’improvviso quando essi sono rimasti isolati anche da Berlusconi e dai suoi, si sono messi a dire di loro cose terribili quanto vaghe. Insistendo sul fatto che Bossi e famiglia si sono pappati i nostri soldi, quelli dei rimborsi delle spese elettorali.

Leggete i giornali, ascoltate (se ci riuscite) le dichiarazioni di certe mammolette dai precedenti di virginale innocenza, osservate pure i magistrati di non so quante Procure etc. etc. e ne ricaverete che quei mariuoli si sono appropriati del denaro pubblico dei rimborsi per le spese elettorali sperperandolo per comprare titoli di studio per il Trota e non so quale altro affare per la Mauro, “la badante” del Senatur.

Imbroglioni. Dico, sia chiaro, quelli che ci raccontano tutto questo. Nascondendo, intanto, che le Procure si sono gettate alla carica per quello che può essere definito un banale caso di appropriazione indebita aggravata, per il quale, se fate una querela o denunzia che so, contro l’amministratore di Condominio, il Sig. Sostituto Procuratore non la tocca manco con i guanti e la fa “sbrigare” dai Carabinieri. Per questo caso, invece, lasciano intendere che il Trota, la Madre, l’autista, la badante-vicepresidente del Senato hanno rubacchiato denaro pubblico, denaro nostro (ogni tanto scappa fuori pure che il denaro pubblico è “nostro”).

Imbroglioni. Dire che il denaro dei rimborsi elettorali è denaro pubblico è una solenne sciocchezza, se non è, come in questa occasione, un imbroglio peggiore di quelli dei conti di Via Bellerio. Nel momento in cui lo Stato versa il denaro a titolo di rimborso di spese elettorali (per quanto meramente presunte) quel denaro diventa privato. Né conta il fatto che le spese elettorali sono inesistenti o “gonfiate”. Chi incassa è un privato che, proprio perché incassa a titolo di rimborso, non è tenuto a destinare le somme percepite ad alcuno scopo scientifico.

Non è che il Trota, la Mammina, l’amica di famiglia, e quant’altri abbiano intascato soldi della Lega siano degli esemplari di correttezza. Sono “ladri” in quanto si appropriano di denaro altrui, in quanto di tutto il partito. Ma sono ladri che restano in casa, tra di loro. Ed occorre dire pure che ciò è tanto più grave, politicamente e moralmente, in quanto nella Lega la militanza politica, di gente che ci rimette e ci mette i soldi di tasca propria ce n’è molta, certo di più che in altri partiti. Appropriazione indebita aggravata. Non tanto aggravata come quella enormemente più grossa e sfacciata, dei soldi della “Margherita”, di cui all’improvviso non parla più nessuno.

Detto questo non vorrei perdere l’occasione per dire che non solo quelli della Lega mi stanno abbastanza antipatici, ma che la Lega ha commesso malefatte assai maggiori e dannose che non quello di dare un pessimo esempio di disinvoltura (si fa per dire) nel maneggio del denaro al suo interno. Essa ha canalizzato gli effetti del crollo del sistema del consociativismo DC-P.C.I. all’epoca di “Mani Pulite”, verso l’antipolitica e, al contempo, verso il folklore rituale addirittura totalitario (“guardia padana”, camicie verdi etc. etc.) ma, soprattutto, verso una “regionalizzazione” della crisi della politica. La Lega ha impasticciato il concetto di federalismo, bruciando grosse possibilità di una semplificazione dell’apparato pubblico e dei cruciverba dei “contributi” e della “finanza derivata”. Potremmo continuare. Ben altre colpe, ben altra gravità, che non i soldi delle spese extra del Trota. Ma i nostri bravi giornalisti ed i nostri osannatissimi P.M. che non si sono accorti di responsabilità politiche enormi ed anche di responsabilità penali di non  poco conto, oggi scoprono gli altarini del carattere familistico del partito più organizzato d’Italia.

Così, mentre i P.M. tengono dei “summit” per perseguire opportunamente una appropriazione indebita commessa dal Trota ai danni del partito di Papà, si annunzia una nuova legge da adottare d’urgenza per abolire i rimborsi elettorali (un po’ come se, di fronte alla notizia che dei vecchietti sono stati scippati o rapinati delle loro pensioni, si abolissero le pensioni).  E’ certo che i rimborsi elettorali non sono le pensioni INPS e che la loro entità è stata fissata in modo da “coprire” non tanto le spese sostenute per le elezioni, quanto quel tanto che resta della vita dei partiti. Quel che è certo è che la questione dei “rimborsi” non c’entra un fico secco né con gli esborsi dalla cassa della Lega alle tasche del Trota né con la “scomparsa” del “tesoro” della Margherita. Con la scusa dell’urgenza si farà un ennesimo pasticcio (è da scommettere che la pura e semplice soppressione dei “rimborsi”, veri o presunti, non ci sarà). Stabilendo controlli sui bilanci dei partiti, che non serviranno che a snaturarli ed a complicare ulteriormente la macchina dello Stato (e delle Regioni etc.).

L’onestà, la coerenza politica, la razionalità del sistema politico non si impongono per legge. E non è con le persecuzioni giudiziarie e le bugie che si fanno i conti con le responsabilità politiche della storia.

(GiustiziaGiusta.info)

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