Cielle: silenzio su Formigoni

By Redazione

aprile 19, 2012 politica

Una lettera che pesa come un macigno. A firmarla, sul Corriere, è Carla Vites, moglie di quell’Antonio Simone, ex assessore finito in manette nell’ambito della bufera giudiziaria abbattutasi sulla sanità lombarda. “Il migliore amico di Formigoni”, scrive di suo marito la Vites, “militante ciellina della prima ora”. Che dipinge il Celeste “come un cagnolino al guinzaglio di Daccò”, esprimendo il rammarico di chi come lei, “insieme ad altri amici di Cl ha militato per lui volantinando, garantendo sulla sua persona”.

Secondo la Vites, “Cl deve avere un sussulto di gelosia per la propria identità, per quello che Giussani pensava al momento della fondazione”. Ed ecco aprirsi un’altra questione: la credibilità del governatore al cospetto del suo elettorato di riferimento. “Ho tanti amici ciellini che si lamentano della presenza di affaristi vicini alla compagnia di Formigoni”, diceva qualche giorno fa Gad Lerner allo stesso governatore. In effetti c’è già chi parla di “scontro interno” al movimento, tirato in ballo sempre più spesso sui giornali, che non risparmiano nemmeno la prestigiosa associazione dei Memores Domini.

Anche per questo, Marco Damilano sull’Espresso ha ammonito: “Non confondiamo il clan formigoniano con Comunione e Liberazione, fenomeno molto più serio, basta andare a Rimini e guardare i visi puliti dei giovani volontari che lavorano gratuitamente per settimane sacrificando le loro ferie”. Eppure il ‘clan formigoniano’ potrebbe aver rotto definitivamente quel cordone ombelicale con la base, dove Formigoni era riconosciuto come leader di riferimento nonché applauditissima rockstar al Meeting di Rimini.

Oggi regnano silenzio e imbarazzo. Dai vertici del movimento non commentano e sono fermi all’intervista di don Julian Carron al Corriere. A metà gennaio il successore di Giussani aveva ribadito che “ciascuno è personalmente responsabile di quel che fa” e “possono esserci state persone che hanno usato Cl in un certo modo”, ma, sottolineava, “non esistono candidati nè politici di Cl”. Dalla base giungono invece segnali di scoramento, per “l’imprudenza” delle frequentazioni formigoniane e per affari tanto lontani dall’esperienza religiosa di Cl che rischiano di vanificare opere e ideali di un popolo stanco di etichette mediatiche e sentenze sommarie. Sintomatici, a tal proposito, i silenzi di un quotidiano d’area come Il Sussidiario.net, espressione della fondazione per la Sussidiarietà, presieduta da Giorgio Vittadini, leader laico di Comunione e Liberazione.

Le uniche voci di stampa a difesa di Formigoni sono quelle del settimanale Tempi, foglio vicino a Cl e di cui è socio lo stesso Antonio Simone, amico intimo del direttore Luigi Amicone. In questi giorni di tempesta pare un po’ pochino anche l’attestato di stima per il Celeste espresso da Maurizio Lupi, milanese e ciellino pure lui, quando dice che “Formigoni sta governando ottimamente e deve proseguire”. L’impressione è che, oltre ad esser lasciato solo dal partito, al quale ha chiesto un intervento diretto nella persona di Alfano, il governatore stia vedendo sgretolarsi quella golden share che per anni ha avuto incontrastata sul popolo ciellino. Popolo che da oggi a domenica si ritroverà in preghiera a Rimini per i consueti esercizi spirituali della Fraternità. E stavolta non saranno vacanze di gruppo.

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