Internet: l’allarme di Google

By Redazione

aprile 18, 2012 Cultura

Quante volte vi è capitato di subire le punizioni e le restrizioni di Facebookche vi sospende come foste a scuola, vi impedisce di chiedere amicizia o decide che un vs amico non è tale e quindi vi proibisce il contatto?

Sentite un po’ cosa ne pensa questo signore di quanto sopra.

I principi di trasparenza e di accesso universale che hanno supportato la creazione di Internet in questi ultimi decenni sono più che mai minacciati, ha dichiarato il co-fondatore di Google Sergey Brin in un’intervista alla CNN.

“Ci sono forze potenti che si sono allineate contro Internet e stanno facendo di tutto per abbattere questo fenomeno mondiale”.

“Sono molto preoccupato per ciò che potrà accadere in futuro. E’ spaventoso”, ha proseguito l’uomo di Google.

La minaccia alla libertà di Internet proviene secondo lui, da certi governi che cercano sempre più di controllare l’accesso e la comunicazione tra i cittadini del mondo, dei veri e propri tentativi da parte dell’industria dell’intrattenimento di costruire restrittive regolamentazioni, come “giardini recintati con filo spinato”. Questi sono i governi di FacebookeApple, che vogliono controllare il software che può essere messo sulle loro piattaforme.

Brin ha riconosciuto che si era sbagliato quando ha pensato che un paese non poteva limitare Internet. “Ho pensato che ci fosse alcun modo di mettere il genio nella bottiglia, ma ora sembra che in alcune aree ciò sia possibile”. Egli è molto preoccupato degli sforzi di paesi come Cina, Arabia Saudita e Iran che tentano di censurare e limitare l’uso di Internet, ma avverte che l’ascesa diFacebookeApple, che hanno le loro piattaforme di proprietà e il controllo degli accessi agli utenti, è molto più pericolosa perché rischiano di soffocare l’innovazione.

“Devi giocare secondo le loro regole, che sono molto limitative e condizionanti(…).Facebookè da anni che succhia (testuali parole) i contatti di Gmail, e poi inserisce normative sulla privacy. “

Brin ha aggiunto che lui e Larry Page non sarebbero stati in grado di creare Google se Internet fosse, allora, stato dominato daFacebook. “Bisogna sempre e comunque muoversi secondo le loro regole, che sono simili ad un paese dittatoriale”, ha tenuto a precisare. 

I social network rendono difficile, se non impossibile, agli utenti la modifica dei propri dati e non accettano in nessuna maniera proposte o critiche dai loro abbonati.

Brin riserva parole durissime verso l’industria dello spettacolo: “E’ la zappa sui piedi o, forse, peggio ancora che sui piedi, poiché essa spinge per una legge che blocchi i siti web che offrono materiale gratis, definendoli pirata. Si stanno comportando esattamente, come Cina e Iran.”

Brin ha riconosciuto che certe persone erano molto preoccupate, o ingorde,  per la quantità di dati che erano a disposizione delle autorità statunitensi, soprattutto perché provenivano dal server di Google. “Ricordate che la società è obbligata a fornire i dati periodicamente,e preferibilmente gratis”. 

(Totalità.it)

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