Giù i consensi nel centrodestra

By Redazione

aprile 13, 2012 politica

La fiducia in Monti cala leggermente nell’elettorato di centrosinistra. E crolla rovinosamente in quello di centrodestra. È questo il dato politico più rilevante tra quelli nascosti tra le pieghe degli ultimi due sondaggi di Spincon.it sul “job approval” del premier, realizzati rispettivamente il 27 marzo e l’11 aprile. Prima di Pasqua, l’operato di Monti era apprezzato dal 56,7% dei cittadini italiani. Il gradimento massimo (intorno al 90%) si registrava tra gli elettori del Terzo Polo. Un numero che scendeva al 66,1% tra i simpatizzanti del centrosinistra e al 45,7% tra quelli del centrodestra (Pdl+Destra+Lega).

Appena due settimane dopo,  lo scenario è cambiato radicalmente. Il “job approval” di Monti è sceso al 46,7% (anzi, al 46,3% se si tiene conto anche dei dati raccolti il 12 aprile), con un crollo superiore al 10%. Ma questa perdita di consensi si è distribuita in maniera non uniforme nello spettro politico del paese. Tra gli elettori di centrosinistra, Monti ha perso soltanto briciole, passando dal 66,1% al 64,9% (-1,2%). Tra gli elettori di centodestra, invece, il suo “job approval” è sceso addirittura del 17,7%, passando dal 45,7% al 28,0%. Se prima di Pasqua, poi, un elettore di centrodestra su dieci aveva un giudizio “molto positivo” sull’operato di Monti, oggi questa opinione è condivisa soltanto da tre elettori su 100. Mentre esprime un giudizio “molto negativo” il 28,1% dei cittadini che, in caso di elezioni politiche, voterebbero Pdl, La Destra o Lega Nord (il 43,9% esprime un giudizio “negativo).

Il sondaggio di Spincon.it registra un trend del tutto analogo nel “job approval” del governo nel suo complesso. Anzi, si tratta di dati ancora più preoccupanti per l’esecutivo, visto che in due settimane il suo consenso è passato dal 55,0% al 41,0%. In questo caso il calo è sensibile, anche se tutto sommato contenuto, all’interno del centrosinistra: dal 64,8% al 56,3% (-8,5%). E resta molto pesante tra l’elettorato di centrodestra: dal 44,3% al 24,9% (-19,4%).

Questo scenario non cambia – o si modifica solo marginalmente – se all’insieme dell’elettorato di centrodestra si sottrae quello della Lega Nord, o se a quello di centrosinistra si sottrae quello dell’Italia dei Valori. Nel primo caso, il “job approval” di Monti sale dal 28,0% al 29,8% (e quello del governo dal 24,9% al 26,6%); nel secondo caso, dal 64,9% al 66,1% (dal 56,3% al 57,3% per il governo). Non sono le “ali estreme” dei due schieramenti, dunque, ad influenzare un risultato determinato soprattutto dalla presa di posizione degli elettorati fedeli ai due partiti maggiori, Pdl e Pd, che rappresentano la spina dorsale della maggioranza che sostiene il governo Monti. Almeno in Parlamento.

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